040404L’incontinenza urinaria è un disturbo che può penalizzare molto pesantemente la qualità della vita di una persona. Con essa si intende l’incapacità di trattenere le urine in vescica, definita dall’International Continence Society, come “l’emissione involontaria di urina i luoghi e tempi inappropriati, oggettivamente dimostrabile e di grado tale da costituire un problema igienico-sociale. CAUSE: Le cause principali dell’incontinenza urinaria sono: indebolimento del pavimento pelvico, spesso associato a cistocele, indebolimento dello sfintere nelle persone anziane, anomalia o instabilità del detrusore, effetti secondari di farmaci o interventi chirurgici, patologie urinarie o vaginali, patologie cerebrali (Morbo di Parkinson, sclerosi a placche), demenza, tumore o sclerosi della vescica, fistole vescico-vaginali, malattie cardiovascolari, diabete. Tra le cause a breve termine: costipazione, infezioni delle vie urinarie e della vescica, effetti secondari di alcuni farmaci. Tra le cause a lungo termine: incidenti, malattie croniche, problemi vasco-cerebrali, gravidanza, interventi chirurgici. Tra le cause croniche: malformazioni congenite, malattie evolutive (es. Alzheimer).

INCONTINENZA COPTIPI: In base alle diverse cause, l’incontinenza viene classificata in: incontinenza da sforzo, che di solito colpisce le donne subito dopo il parto o in menopausa, pur potendo colpire anche gli uomini; caratterizzata da lievi perdite quando si starnutisce, si ride, si tossisce, durante l’esercizio fisico o l’attività sessuale; incontinenza da urgenza, piuttosto comune negli anziani, in cui il soggetto avverte la forte necessità di urinare e non riesce a rimandare il momento della minzione, con espulsioni di urina frequenti e quasi mai abbondanti; incontinenza mista, che si verifica quando si avvertono i sintomi tipici di più tipi di incontinenza, solitamente da sforzo e da urgenza; incontinenza da rigurgito, che si verifica quando la vescica si riempie oltre la sua capacità; incontinenza funzionale, quando non si riesce a trattenere l’urina per via di un problema non legato alla funzione vesicale (es. nei soggetti affetti da una malattia cronica o da disturbi motori); incontinenza riflessa, quando si perde il controllo dei meccanismi della funzione vescicale (ciò può derivare da una lesione della colonna vertebrale o essere la conseguenza di un intervento chirurgico); incontinenza doppia, quando un soggetto è affetto da incontinenza sia urinaria che fecale.

INCONTINENZADIAGNOSI: Per arginare le perdite occorre rivolgersi al medico di famiglia che a sua volta può indirizzare il paziente verso urologi, ginecologi e fisiatri. In molti casi non occorrono esami specifici in quanto la chiarezza dei sintomi è sufficiente per la formulazione della diagnosi. Una visita, eventualmente associata ad un test da sforzo, ossia all’osservazione diretta da parte del medico della fuga di urina durante un colpo di tosse, consente di verificare le modalità con cui avviene la perdita d’urina, specie nei casi di incontinenza da sforzo. E poi possibile procedere ad accertamenti: una semplice analisi dell’urina per scartare alcuni problemi quali l’infezione urinaria, l’ecografia. Se questi test danno un risultato normale, allora si procederà eventualmente ad altri esami, che saranno richiesti dallo specialista a seconda delle diverse situazioni. Il diario minzionale, in cui il paziente dovrà annotare, per alcuni giorni, l’ora di ogni minzione e la quantità di urina emessa; il Pad test (Test del pannolino). Gli esami urodinamici esaminano dettagliatamente le prestazioni delle basse vie urinarie (vescica e uretra). Tra i principali: l’uroflussometria, la cistometria, il profilo della pressione uretrale, la determinazione della pressione al punto di perdita (leak Point Pressure), la Cistouretrografia minzionale, la Cistouretroscopia.

INCONTINENZA 3TRATTAMENTI: L’incontinenza urinaria può essere trattata farmacologicamente (alcuni farmaci (ossibutinina e tolterodina) vengono generalmente prescritti per la loro capacità di ridurre la contrattilità della vescica; mentre altri farmaci per uso topico (estrogeni) aumentano la tonicità della muscolatura liscia della zona cervico-uretrale; infine vi sono farmaci che riducono la produzione urinaria (desmopressina). Chirurgicamente, la tecnica più utilizzata è la colposospensione di Burch, che mira a supportare l’uretra, stabilizzandola; posizionando, in prossimità della parete vaginale, 2 punti di sutura per ogni lato (uno è posizionato lateramente all’uretra; l’altro lateralmente al collo vescicale e tali punti vengono poi ancorati al legamento di Cooper. Un’altra tipologia di intervento per l’incontinenza urinaria è la T.V.T. (Tension free Vaginal Tape), consistente nel posizionare un nastro in rete di prolene che comprime l’uretra solo quando è necessario e cioè nel momento di massimo sforzo. La riabilitazione viene effettuata tramite diverse metodiche (biofeedback, stimolazione elettrica funzionale, riabilitazione minzionale ecc.) ed in commercio sono reperibili diversi tipi di ausili anti-incontinenza tra cui gli appositi pannoloni, le guaine peniene e i dispositivi vaginali.

Caterina Lenti

MeteoWeb