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È capitato anche a voi che i termosifoni fossero caldi in piena estate? Sappiate che non siete i soli cui è accaduto e che diverse segnalazioni di questo tipo sono arrivate al portale Salvagente. Non di rado, infatti, si possono scaldare ad agosto e quel costo viene caricato in bolletta. Il Salvagente ha dunque spiegato: "La storia inizia dalla lettera del nostro lettore Franco Lodigiani di Melzo, nel milanese, che segnala un problema con i ripartitori di calore, le scatoline che vengono attaccate al calorifero, installati in casa sua. La legge, infatti, prevede che nei condomini con sistema di riscaldamento centralizzato, questi rilevatori insieme alle valvole termostatiche, siano obbligatori, per ragioni di risparmio energetico, a partire dallo scorso giugno".

Ecco cosa ha scritto il signor Lodigiani: "Lo scorso anno, a settembre 2016, i ripartitori sono stati applicati anche nei nostri appartamenti. A fine stagione, dopo il passaggio del tecnico addetto al prelievo e all'azzeramento dei contatori, verifico sugli strumenti stessi che la procedura sia andata a buon fine e che riportino il valore zero predisposto per la nuova stagione. Tutto perfetto".

Qualche settimana dopo l'uomo ha ricontrollato, scoprendo, con non poca sorpresa, che vi erano 315 scatti erroneamente conteggiati e pari a quasi 30 euro, una cifra decisamente significativa. Cosa era successo? A rispondere è Franco Pozzoni, Presidente di Cna installazione impianti Lombardia: "È normale. La scatoletta bianca misura il la differenza di calore del radiatore rispetto all'ambiente. Se ho un radiatore che è irraggiato dal sole durante l'estate, e si scalda la piastra d'acciaio, questa diventa calda rispetto all'ambiente, il ripartitore comincia a conteggiare".