La Sicilia è governata dal colore rosa, ovvero dal sesso femminile. Ma a ben vedere, le donne di cui stiamo per parlarvi sono dominate da ben altro colore: il rosso; quello della passione, quello della forza.

La Sicilia si distingue sin dai tempi antichi per il coinvolgimento che le donne hanno avuto nella sua vita e nella sua rinascita politica e sociale. In alcuni casi, le donne della Trinacria sono state le esponenti di un cambiamento significativo, anche culturale, il vessillo di uno o più atti di coraggio che nessuno aveva avuto voglia di raccogliere.

Si va dagli episodi del Risorgimento fino ad arrivare alle proteste della più moderna lotta alla mafia; passando per tutte le donne d’arte, poetesse, letterate, scrittrici e pittrici, che hanno cambiato gli esiti, la storia, la cultura di un popolo e di un’Isola.

A dispetto di tutti i pregiudizi, a dispetto delle difficoltà, le donne di Sicilia sono rivoluzionarie. Forse perché è proprio l’Isola stessa a essere femmina.
Leggenda narra infatti che “Sicilia” fosse il nome di una bellissima principessa del Libano che finì con l’approdare sulle coste dell’Isola in seguito ad un nefasto presagio: a suo padre era stato predetto che sua figlia, una volta compiuti i 16 anni, sarebbe morta divorata da un mostro feroce; il sovrano decide dunque di risparmiarle la vita, facendola salire su un’imbarcazione che l’avrebbe portata lontano dalla sua Patria.

E da allora, le donne di Sicilia non hanno mai smesso di guidarne la storia, oppure di influenzarla, di arricchirla o di stravolgerla, iniziando a fare la differenza. La prima donna divorziata risiedeva infatti sull’Isola: era la baronessa Maria di Paternò; siciliana fu anche la prima donna che osò indossare i pantaloni o la prima che annunciò la Rivoluzione dei Vespri. Di Sicilia furono anche le prime donne che combatterono per la resistenza, nell’agosto del 1943, pilotando l’Italia verso la Libertà..

Donne forti con lo spirito combattivo nel sangue e la lungimiranza negli occhi. Furono infatti siciliane le donne che fecero capitolare i Cartaginesi durante l’assedio a Palermo del 250 a.C. e da allora, un’intera generazione di ribelli e di guerriere è cresciuto sull’Isola: dal Risorgimento all’Unità d’Italia, passando per i Vespri fino alle prime unioni sindacali dell’inizio del XX secolo.

Siciliana era infatti Peppa ‘a cannunera, la postina di Barcellona Pozzo di Gotto che dopo aver conquistato un cannone lo fece rinchiudere in un palazzo alle spalle dei Borboni; siciliane erano le donne che fondarono l’”Unione femminile girgentina”, che aveva l’obiettivo di occuparsi della loro alfabetizzazione.

Cultura e politica furono anche i capi saldi delle attiviste di sesso femminile che si unirono alla lotta dei Fasci siciliani, come Maria Cammarata di Piana dei Greci, o Maria Occhipinti, che nel gennaio del 1945, a dispetto dei suoi 4 mesi di gravidanza, si sdraiò davanti ai carrarmati per impedire che portassero via le giovani reclute che non volevano più partecipare alla Guerra.

Donne furono le personalità aristocratiche più di spicco della storia dell’Isola. Da Damarete di Agrigento a Costanza d’Altavilla, fino a Cleopatra di Sicilia. Molte le donne a presidio dell’arte e della cultura dell’Isola, come Nina Siciliano, la prima poetessa sicula, vissuta nel XIII secolo. E poi Mariannina Coffa, Pina Calì, Giuseppina Turrisi; fino alle prime donne imprenditrici come Franca Florio e Anna Maria Averna. Donna nata in Sicilia fu anche Elvira Giorgianni che insieme al marito Enzo Sellerio diede vita a quella che oggi è una delle case editrici più importanti d’Italia. Per lei hanno scritto Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi, Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo e Andrea Camilleri, tanto per citarne alcuni.

E non possiamo dimenticare anche le numerose donne che si sono opposte al losco strapotere della mafia; donne come Franca Viola, che nel 1965 si rifiutò di sposare l’uomo che l’aveva rapita e violata, o come Felicia Impastato, Francesca Serio, Saveria Antiochia, Michela Buscemi, Piera Lo Verso, Rita Atria, Giovanna Giaconia, Rita Borsellino, Sonja Alfano, Maria Falcone che non si sono tirate indietro e hanno combattuto strenuamente a favore della ricerca della verità e della preservazione della memoria.

Autore | Enrica Bartalotta