prune“…Da allora, la terra, il sole, la neve, le raffiche della pioggia, in ottobre per le strade, tutto, la luce, l’acqua, lasciarono nella mia memoria odore e trasparenza di prugna. La vita ovalizzo’ in un calice il suo splendore, la sua ombra, la sua freschezza. Oh bacio della bocca nella prugna, denti e labbra pieni dell’ambra odorosa della liquida luce della prugna”. E’ questo un frammento di “Ode alla prugna” del grande Pablo Neruda, in cui il poeta la rappresenta come il frutto della memoria poiché, tenendone una tra le mani, rivive i momenti della sua infanzia, le emozioni e le scoperte di quando era ancora un “ragazzino silvestre”.

PRUGNA 2

Le prugne sono i frutti del Prunus domestica, un albero appartenente alla famiglia delle Rosaceae coltivato un po’ in tutta Europa e negli Stati Uniti, soprattutto in California. Di colore blu-violaceo, forma ovale e polpa filamentosa, hanno un sapore leggermente acidulo dovuto alla presenza di acido malico, acido succinico e acido tartarico. Originarie della zona del Caucaso, cominciarono ad essere coltivate in Siria, a Damasco. Furono iRomani ad introdurle nel Mediterraneo verso il 150 a.C., mentre si deve ai Cavalieri della Prima Crociata, il merito di averle diffuse in tutta Europa intorno al 1200 d.C.; partendo dalla Francia e dalla Germania. L’origine della parola “prugna” è controversa. Probabilmente deriva dalla radice indoeuropea “prunus” (bruciare), da cui proviene anche il greco “pyrsòs”(rosso, colore del fuoco ardente). La prugna, quindi, sarebbe così chiamata per il suo colore scuro, simile a qualcosa di bruciato; oppure per l’antica abitudine di usare il pruno per alimentare il fuoco.

PRUGNA 3Composta prevalentemente da acqua (87,5%), è inoltre ricca di vitamine A, B1, B2 e C (quest’ultima facilita l’assorbimento del ferro), fosforo, magnesio e calcio, che regolano la pressione sanguigna e il battito cardiaco; potassio, che contribuisce a bilanciare la presenza di sodio e a contrastare la ritenzione idrica e la pelle a “buccia d’arancia”. Contenendo molti acidi organici, bilancia gli effetti di una dieta troppo ricca di proteine. Inoltre, il frutto esercita un’azione antivirale e antibatterica, contiene polifenoli e flavonoidi, in particolare la quercetina, che contrasta i radicali liberi, prevendo l’invecchiamento cellulare e svolgendo un’azione fluidificante del sangue; è antitumorale e previene l’insorgenza di patologie degenerative come il morbo di Alzheimer; presenta proprietà rinfrescanti, depurative e diuretiche per via del suo elevato contenuto di fibre che contrastano la stipsi, stimolando la secrezione della bile da parte del fegato e regolarizzando l’attività intestinale. Si deve in particolare alla difenil-isatina, con funzione stimolante dell’intestino, il buon potere lassativo delle prugne che sono anche un’ottima fonte di betacarotene, efficace nel prevenire i radicali liberi in eccesso dovuti all’esposizione solare.

Uno sguardo alle calorie: le prugne freschecontengono dalle 30 alle 45 calorie ogni 100 gr. di polpa, mentre quelle secche 220 calorie ogni 100 gr. di polpa. Al momento dell’acquisto, assicuratevi che abbiano la buccia liscia, che siano prive di grinze e ammaccature e sceglietele leggermente dure al tatto, poiché difficilmente maturano bene una volta staccate dalla pianta. Resistono in frigo per 1 settimana e, se più dure al tatto, possono restare a temperatura ambiente. Questi invitanti frutti sono davvero versatili: ottimi al naturale, sciroppati, per preparare confetture, liquori, tra cui la celebre grappa alla prugna o per farcire piatti a base di carne. Presentando un elevato contenuto di zuccheri, però, sono sconsigliate ai soggetti diabetici.