01Il Facciuni di Santa Chiara è un dolce tipico della provincia di Siracusa. Prodotto tra le città di Noto e Avola, risale al tempo in cui il grosso della produzione dolciaria era presidio dei monasteri.

Nel Medioevo, spesso e volentieri, conventi e monasteri si dedicavano alla realizzazione di produzioni dolciarie, molto semplici e caloriche. Queste preparazioni, che erano volte a tenere occupate le consorelle con una mansione che aveva l’obiettivo di rivelarsi particolarmente utile, sono state citate anche dal Verga nella novella “La vocazione di Sant’Agnese”; questi dolci, come la frutta Martorana tipica produzione del monastero annesso all’omonima chiesa sita in Palermo, venivano realizzati infatti, per essere venduti al mondo esterno, e sostenere così le spese della struttura e delle monache.

Allo stesso modo della frutta Martorana, li Facciuni di Santa Chiara è un dolce a base di pasta di mandorle, ovvero di un particolare impasto fatto di farina di mandorle e zucchero, molto simile anche ai ‘Totò’, altri biscotti della tradizione aretusea. Il suo nome, ‘facciùni’ deriva da una decorazione in carta colorata in cui venivano avvolti i biscotti, per essere confezionati, che doveva stare a rappresentare una rubiconda faccia d’angelo; l’altro toponimo, ‘Santa Chiara’, deriva dal monastero omonimo delle suore dell’Ordine che nella zona di Siracusa, si occupavano di realizzare questo dolce squisito.

Questi biscotti a forma di cupola semisferica, farciti con la tipica conserva di agrumi, e in particolare di cedro e arancia, o con fichi secchi, vengono infine decorati con una profumata glassa al cioccolato fondente, spesso spolverata di ‘diavulicchi’, ovvero confettini colorati.
Per la preparazione della nota ricetta, occorrono pochi ingredienti. Questo dolce è infatti particolarmente calorico e nutriente, ma non occorre molto tempo per realizzarlo.

   
Ingredienti:

    Pasta Reale (pasta di mandorle);

    Pan di Spagna (almeno due strati);

    Marmellata di cedro quanto basta

    Marmellata di arance quanto basta

   

Per la decorazione

    Cioccolato fondente a piacere
    Zucchero
    Acqua

    Diavoletti di zucchero


Preparazione:

Stendere la pasta di mandorle su uno stampo di circa 30 centimetri: bisognerà coprirne ben bene il fondo, e anche i bordi. Ora, disponi la marmellata di cedro sul fondo e poi uno strato di pan di Spagna in cima; ricopri con uno strato di marmellata di arance e un altro strato di pan di Spagna per completare. Capovolgi bene il tutto con cautela, su uno stampo di 35 centimetri di diametro. Ora prepara la glassa.

La glassa al cioccolato non è molto semplice da realizzare come si potrebbe pensare; la sua preparazione somiglia molto a quella che viene utilizzata per realizzare la glassa di zucchero ‘a caldo’. In modo particolare, ciò che più ne influenza la perfetta formazione, è la dose d’acqua combinata a quella di cioccolato. È possibile anche realizzarla con cacao amaro e zucchero a velo, ma il sapore ne risentirebbe. Per una torta con diametro di 30 centimetri, dovrebbero bastare 350 grammi di cioccolato fondente con 200 grammi di zucchero e altrettanti d’acqua.

Metti così lo zucchero a sciogliere in acqua, fino a quando non ottieni una sorta di sciroppo trasparente. Aggiungi il cioccolato a pezzetti e fallo cuocere a fuoco lento fino a quando non si sarà sciolto del tutto. Mescola continuamente. Quando la densità del composto ti avrà soddisfatto, togli la glassa dal fuoco e continua a mescolare. Ora lasciala a riposare, e quando si sarà intiepidita, e avrà raggiunto la temperatura ideale di 40 °C, potrai versarla sulla tua torta; i cuochi consigliano di farlo con una grata in metallo.

Ora, rivesti la torta con la glassa al cioccolato che avrai precedentemente preparato. Una volta intiepiditosi, il dolce è pronto per essere decorato con codette di zucchero e un ritaglio di carta stagnola che rappresenta un angelo.

Autore | Enrica Bartalotta

Foto da Orizzonti sicani