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In occasione delle Vie dei Tesori a Palermo, manifestazione che si svolgerà fino al 4 Novembre, con l’apertura durante i fine settimana di palazzi, musei, chiese, oratori, giardini del capoluogo siciliano, anche il No Mafia Memorial sito nel Palazzo Gulì in Via Vittorio Emanuele 353, apre le sue porte ospitando la Mostra Antologica del pittore Pino Manzella, intitolata “L’isola che fiorisce – NO MAFIA Memorial”, dedicata proprio al progetto del Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia. Come dice l’autore della mostra, che è uno dei compagni di Peppino Impastato, di cui da anni porta avanti la memoria, da sempre impegnato in tematiche sociali e contro la mafia: “Il No Mafia Memorial è un nuovo fiore che nasce in Sicilia”, un progetto importante per chi crede nella libertà e nella giustizia sociale.
La mostra, curata dall’associazione Asadin in collaborazione con il No Mafia Memorial, è visitabile fino al 4 Novembre, tutti i weekend (ven, sab, dom.), dalle ore 10.00 alle ore 17.30.

Il progetto di creare a Palermo un memoriale-laboratorio della lotta alla mafia nasce come naturale prosecuzione dell’attività del Centro siciliano di Documentazione avviata nel 1977 e formalizzata nel 1980 con la costituzione come associazione culturale intitolata a Giuseppe Impastato. Il progetto è stato presentato nel 2005 con un documento che ha ottenuto diverse adesioni. Anni dopo l’amministrazione comunale di Palermo individua il Palazzo Gulì come possibile sede del Memoriale. Nel giugno 2017 il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed il Presidente del Centro Impastato Umberto Santino firmano il protocollo d’Intesa che avvia la realizzazione ed il 23 Maggio 2018 sono state finalmente consegnate le chiavi.

Pino Manzella espone alcuni dipinti che rappresentano la Sicilia nelle sue molteplici sfaccettature. Come scrive Umberto Santino nel catalogo intitolato “Sicilie – L’Identità molteplice” qui c’è “la Sicilia, o meglio le Sicilie, con tutte le sue contraddizioni, con i suoi miti e i suoi stereotipi ma pure le sue semplici, quotidiane, umili e preziose speranze-certezze”.
Pino Manzella insieme alle sue Sicilie presenta anche alcuni dipinti dedicati al ricordo di Peppino Impastato, nel tentativo di non disperdere una memoria che, come scrive Lavinia Spalanca in una presentazione dedicata a queste opere è: “una memoria labile come la sabbia che sfarina i libri di storia o svolazza leggera nei cieli dell’indifferenza, […]una memoria mistificata nella rete di menzogne e depistaggi (Il groviglio), che solo una tardiva inchiesta parlamentare ha riconsegnato alla verità dei fatti”.

Pino Manzella ha cominciato a disegnare fin dai primi anni Settanta all’interno delle attività politiche e culturali animate da Peppino Impastato, che si svolgevano nel Circolo Musica e Cultura e poi a Radio Aut, tra Cinisi e Terrasini. Le sue inizialmente erano vignette e manifesti, negli anni a seguire la sua pittura, ricca di riferimenti letterari e messaggi da decodificare, si è fatta veicolo tra la memoria ed il presente, già attraverso la scelta di dipingere su carte antiche, recuperate dal pittore nelle bancarelle dei mercati popolari, con lo scopo di non incasellare il passato in un tempo che non c’è più, ma di trasformarlo in linfa per un futuro di cambiamento.
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