nuovo-1Dal basso versante orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna, si è staccato un volume di roccia instabile e parzialmente calda, formando una sorta di frana o valanga dall’aspetto molto simile ad un flusso piroclastico, che in circa un minuto è scesa sulla ripida parete occidentale della Valle del Bove, arrestandosi sul terreno più pianeggiante sul fondo della Valle. Il fenomeno è avvenuto in una zona dove da alcune settimane (dal 22 gennaio) sono attive diverse bocche effusive; inizialmente le bocche erano due, però dal mattino del 10 febbraio si era osservata l’attivazione di altre bocche effusive a monte di quelle già attive, nonché l’emissione di piccoli sbuffi di vapore e cenere da una di queste bocche il mattino del 10 febbraio.
20140211_Fontane_Miraglia_900Infine, era visibile, da quando è iniziata l’attività persistente in corso al Nuovo Cratere di Sud-Est, un punto incandescente poco sotto l’orlo orientale del cratere in corrispondenza di una bocca fumarolica molto calda. La presenza di queste bocche, assieme al passaggio di magma e di gas caldi attraverso il fianco del cono, hanno probabilmente contribuito alla destabilizzazione di questa zona. Il flusso si è rapidamente allargato mentre avanzava sul campo lavico del 2008-2009, ricoprendolo quasi per intero, e raggiungendo il fondo della Valle del Bove con un fronte largo circa 1 km. Poco dopo aver raggiunto il terreno pianeggiante alla base della parete occidentale della Valle del Bove, il flusso si è arrestato, a circa 3.5-4 km di distanza dall’origine, e una densa nube di cenere si è sollevata dal flusso, che è stata spinta dal vento verso nord-est. L’evento franoso con il conseguente flusso di materiale roccioso frammentato caldo fa parte di una vasta gamma di fenomeni osservati negli ultimi anni sull’Etna e spesso descritti come “flussi piroclastici”, che però spesso non sono generati dai classici meccanismi che formano flussi piroclastici. Mentre in alcuni casi si tratta di tipici flussi piroclastici generati dal collasso di una colonna eruttiva (p.es. durante il parossismo del 24 settembre 1986 al Cratere di Nord-Est), altri flussi sono stati ripetutamente generati da violente interazioni esplosive fra colate di lava e neve in scioglimento, in particolare durante la serie di episodi parossistici del 2011-2013. Inoltre, durante alcuni degli episodi parossistici del 2013 in particolare, l’apertura di nuove bocche effusive sui fianchi del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna è stata accompagnata dal franamento delle pareti a monte delle nuove bocche effusive, che hanno generato flussi molto simili a quello del 11 febbraio 2014, però finora su una scala molto inferiore.

Il video è stato ripreso dalla telecamera termica dell’INGV-Osservatorio Etneo a Monte Cagliato sul fianco orientale dell’Etna e mostra l’intervallo fra le ore 07:00 e 07:15 di  martedì 11 febbraio 2014:

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Peppe Caridi