Lucia Borsellino, chi è la figlia di Paolo Borsellino, il giudice ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992. Biografia e carriera, quanti anni ha, che lavoro fa.

Lucia Borsellino

Primogenita di Paolo Borsellino ed Agnese Piraino Leto, Lucia Borsellino nasce a Palermo il 26 settembre del 1969, quindi ha 53 anni. Ha un fratello e una sorella: Manfredi Borsellino, commissario di Polizia, e Fiammetta Borsellino, assistente sociale. È sposata con Fabio Trizzino e ha due figlie.

Si laurea in Farmacia. Per quanto riguarda la sua carriera, lavora all’assessorato regionale alla Sanità e, nel 2008, viene chiamata nell’ufficio di Gabinetto dell’allora assessore alla Sanità Massimo Russo, ex Pm che ha lavorato a Marsala al fianco del padre, nel governo guidato da Raffaele Lombardo. Nominata dirigente generale dell’assessorato, si era già occupata anche dell’ufficio speciale per il piano di rientro.

Nel novembre 2012 dopo la vittoria alle elezioni del Governatore Rosario Crocetta, che l’aveva designata nella sua squadra, è nominata assessore regionale alla Sanità e riconfermata dal presidente in tutti e tre i governi che si sono succeduti. Lascia la giunta nel giugno del 2015.

Lucia Borsellino e Paolo Borsellino

Insieme ai fratelli Manfredi e Fiammetta, Lucia Borsellino non ha mai smesso di cercare la verità sulla morte del padre, dichiarando in più occasioni di avere piena fiducia nell’attività della magistratura.

Lucia, come racconta il fratello Manfredi, decise di compiere nell’immediato della tragica strage di via D’Amelio dei gesti fortissimi. “Seppi successivamente che mia sorella Lucia non solo volle vedere ciò che era rimasto di mio padre, ma lo volle anche ricomporre e vestire all’interno della camera mortuaria”, spiega.

“Mia sorella Lucia, la stessa che poche ore dopo la morte del padre avrebbe sostenuto un esame universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine dell’esplosione ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di sempre“, aggiunge.

L’intervista

Intervistata dal TG1 nel mese di giugno del 2022, Lucia Borsellino racconta di come il padre si relazionò a Rita Atria, la giovanissima testimone di giustizia che decise di togliersi la vita proprio dopo la morte del giudice nella strage di via D’Amelio.

“Io avevo 22 anni e mia sorella Fiammetta ne aveva 19 e vidi Rita come una ragazza piena di coraggio“, racconta Lucia Borsellino davanti alle telecamere. Quando non aveva ancora compiuto 18 anni, Atria decise di raccontare tutto quello che sapeva sugli omicidi mafiosi del padre e del fratello. Era cresciuta nel contesto della Faida di Partanna degli anni Ottanta.

Trovò allora in Paolo Borsellino un importante riferimento, una figura di cui fidarsi. Per questo motivo la morte fu un colpo troppo duro da accettare e la perdita di ogni speranza.

Sempre nel corso dell’intervista, Lucia Borsellino ricorda che allora non fosse così diffusa la collaborazione delle donne in qualità di testimoni di giustizia.

Anche per questo, la vicenda di Rita la colpì in modo particolare: “Pensavo fosse un coraggio inarrivabile. Fu un esempio per la mia generazione”, conclude la figlia del giudice Paolo, sottolineando come Atria sia ancora un modello per ogni generazione.

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