Le patatine fritte incrementano il rischio di morte: questa conclusione arriva dai ricercatori italiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che sull'American Society for Nutrition hanno pubblicato lo studio longitudinale di 8 anni intitolato "Fried potato consumption is associated with elevated mortality: an 8-y longitudinal cohort study", attraverso il quale ci svelano gli effetti negativi di un alimento adorato.

I ricercatori del CNR hanno analizzato gli effetti del consumo di patate, fritte e non, in relazione all'incremento del rischio di morte prematura. Per farlo hanno preso in considerazione 4.440 partecipanti tra i 45 e i 79 anni per otto anni di seguito. Le persone prese in esame consumavano patatine fritte e patate 1, 2, 3 e 4 volte alla settimana. Dai dati raccolti in otto anni, e dalla morte di 236 dei partecipanti, è emerso che se mangiare patate non incrementa il rischio di morte, a preoccupare è invece il consumo di patatine fritte: basta mangiarle due volte a settimana per incrementare il tasso di mortalità.