• Martin Scorsese, le origini siciliane del regista.
  • I suoi nonni, sia paterni sia materni, erano originari rispettivamente di Polizzi Generosa e di Ciminna.
  • Quando, nel 1979, visitò la Sicilia, scoprì che all’anagrafe avevano fatto un errore.

Siamo ormai abituati a parlare delle celebrità americane di origini siciliane, ma oggi faremo qualcosa di più. Vi parleremo, infatti, non solo delle origini siciliane di Martin Scorsese, ma anche di un piccolo “incidente” avvenuto all’anagrafe, che rischiava di mandare tutto all’aria. Tra l’altro, prima di proseguire, c’è una cosa che dovete sapere.

Il regista è ufficialmente un cittadino italiano (anzi, praticamente siciliano) e il merito è di quelle origini radicate nella Trinacria. Detto questo, proseguiamo con tutta la storia e una serie di curiosità che pochi di voi conosceranno.

Le origini siciliane di Martin Scorsese: biografia

Martin Charles Scorsese è nato a Flushing, quartiere del Queens di New York, il 17 novembre del 1942. I genitori sono Luciano Charles Scorsese, impiegato presso una lavanderia, e Catherine Cappa, sarta. Entrambi vengono dal Lower East Side di Manhattan.

Della sua infanzia, il regista ha detto: «Quando si è stati allevati a Little Italy, che cosa diventare, se non gangster o prete? Ora, io non potevo essere né uno né l’altro». Effettivamente, ha preferito diventare un regista premio Oscar di fama internazionale. «The roots are important», è solito dire: “Le radici sono importanti”. E proprio quelle radici sono ben piantate nella Sicilia.

I nonni del regista, sia paterni sia materni, erano immigrati italiani originari rispettivamente di Polizzi Generosa e di Ciminna. Si tratta di due comuni della Provincia di Palermo. I nonni giunsero negli Stati Uniti agli inizi del XX secolo.

L’adolescenza a Little Italy

Dopo i primi anni di vita trascorsi nel Queens, la famiglia Scorsese, in seguito a controversie con il proprietario della casa dove vivono in affitto, si vede costretta a tornare a Manhattan, presso Elizabeth Street. Elizabeth Street è una delle vie principali di Little Italy, quartiere dove Scorsese vive una travagliata adolescenza a causa della sua forte asma e della sua piccola stazza, che non gli permettono di inserirsi nelle “gang” della zona.

Parallelamente a questa sua emarginazione, sviluppa una passione per il cinema. Si appassiona, in particolare, alle produzioni di genere neorealista e western. Ha anche una forte fede religiosa. Una volta ha rivelato che gli unici luoghi in cui si sentisse davvero a suo agio fossero la chiesa e il cinema.

L’asma gli procura non pochi problemi, impedendogli anche di praticare attività sportive. Non possedendo una cinepresa, il giovane Scorsese realizza storyboard di film immaginari fin dalla pre-adolescenza, mostrando i disegni solamente al suo migliore amico.

Gli studi da prete di Martin Scorsese

Verso il 1956 studia per diventare prete, ma cambia presto idea, poiché non riesce a conciliare la vita di religioso con i propri ritmi. Nel 1960 si iscrive al corso di cinematografia della New York University, dove dirige i suoi primi cortometraggi in 16 mm. Tra questi, si ricordano “La grande rasatura”, corto simbolo per un’intera generazione di cineasti della New Hollywood, il quale è alla base di tutta la filmografia scorsesiana. I caratteri di questo cortometraggio saranno sempre presenti in tutti i lavori successivi del regista italoamericano.

Nell’estate del 1964 fa le prime esperienze come assistente alla regia, nel cortometraggio “Smile” di John Avildsen. Si narra che in questo fosse riportato nei titoli come “Martin Scorcese”.

Il primo lungometraggio

Il suo primo lungometraggio ha una gestazione complicata. Nel 1965, grazie ad un prestito della università di New York, inizia le riprese di un film intitolato “Bring On the Dancing Girls“. Lascia, tuttavia, quelle riprese incompiute, a causa di alcuni ostacoli nella produzione.

Nel 1967, dietro consiglio del suo professore Haig Manoogian, riprende a lavorare al film, girando in 16 mm e intitolandolo “I Call First“. Dopo aver aggiunto una sequenza erotica, dietro consiglio del produttore, Scorsese fa uscire il film nel 1969. Il titolo definitivo è “Chi sta bussando alla mia porta”.

Il film è interpretato da Harvey Keitel alla prima collaborazione col regista insieme alla produttrice Barbara De Fina e la montatrice Thelma Schoonmaker. Sarà proprio Schoonmaker a montare quasi tutti i film di Scorsese a venire.

“Woodstock” e “Scena di strada 1970”

Durante le vicissitudini di “Chi sta bussando alla mia porta”, Scorsese viene chiamato a dirigere “I killers della luna di miele“. Dopo appena una settimana di riprese, però, viene sostituito da Leonard Kastle. Nel 1970 partecipa alla realizzazione del film documentario “Woodstock“, come assistente alla regia e come supervisore del montaggio. Lo stesso anno dirige il documentario militante Scena di strada 1970, riguardante le manifestazioni contro la guerra del Vietnam.

Agli inizi degli anni Settanta lascia New York per Hollywood, ed entra nella factory di Roger Corman. Il primo lavoro che riceve una vasta distribuzione viene prodotto proprio dalla American International Pictures di Roger Corman: “America 1929 – Sterminateli senza pietà“. Datato 1972, ha come protagonisti Barbara Hershey e David Carradine.

Il problema con il cognome Scorsese

Corre l’anno 1979 quando Scorsese decide di visitare l’Italia. Sta per girare “Toro scatenato” e, tra un set e l’altro, vuole omaggiare le sue origini, con la moglie Isabella Rossellini. Dato che ha il desiderio di saperne di più sulla sua famiglia, si reca all’anagrafe di Polizzi Generosa, chiedendo se ci fosse qualcuno con il cognome. Ma la risposta lo spiazza.

Niente, nothing. Nessuno ha quel nome. Cosa può essere accaduto? Non è sempre facile risalire alle origini degli emigranti. Per sua fortuna, in quell’ufficio lavora anche Pino Lo Verde, che un giorno sarebbe diventato sindaco.

É proprio Lo Verde ad avere l’intuizione che svela l’arcano. Lui stesso aveva una bisnonna di nome Scozzese: probabile, dunque, che i primi Scozzese arrivati in America furono registrati in modo diverso. Così viene fuori il “problema” del cognome.

Tutto risolto, dunque: è Scozzese, invece di Scorsese! Da qui la conferma delle origini e, nel settembre del 2018, la cittadinanza. Il Comune di Polizzi Generosa ha attestato che Martin Charles Scorsese è cittadino italiano per discendenza del nonno, Paolo Francesco Scozzese, nato a Polizzi Generosa il 21 ottobre 1886. Un’altra superstar americana che ha un legame speciale con la Sicilia. Foto: sbclickLicenza.

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