È il momento della verità per Massimo Bossetti, a processo per l'omicidio di Yara Gambirasio, 13 anni, scomparsa fuori da una palestra di Brembate Sopra il 26 novembre del 2010 e trovata morta tre mesi dopo, in un campo. I giudici stanno per emettere la sentenza e Bossetti ha avuto la possibilità di fare le ultime dichiarazioni. "Sarò uno stupido, sarò un cretino, sarò un ignorante, ma non sono un assassino. Ripetete l'esame del Dna, se mi condannerete sarà il più grave errore del secolo, anche se accetterò il verdetto qualunque esso sia, perché pronunciato in assoluta buona fede".

Queste le parole di Bossetti, muratore 46enne, accusato di omicidio volontario pluriaggravato e anche di calunnia (per aver cercato di depistare le indagini verso un collega di lavoro). "Vi imploro, ripetete il test del Dna", ha aggiunto. Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Yara. "Non vedevo l'ora di potervi guardare negli occhi per spiegarvi che persona sono", ha dichiarato Bossetti, dicendo anche "Sarei felice di incontrare i genitori della piccola Yara, di guardarli negli occhi, perché conoscendomi saprebbero che l'assassino è ancora in libertà, poiché anche loro sono vittime di chi non ha saputo trovare il colpevole".