"Nella mia vita ho fatto trenta viaggi a Lourdes. Ho avuto tanti contatti diretti con i malati, lavorando nelle piscine e, per i primi 20 anni, andando anche in treno con loro. Quel luogo per me significa la presenza viva della Madonna". Massimo Giletti parla della sua esperienza nel luogo di pellegrinaggio in un'intervista a "Maria con te"..

"Nell’infanzia ero affetto da una forma grave di scoliosi e dai sette anni fino ai sedici ho dovuto portare corsetti, busti in gesso ed essere ricoverato più volte in ospedale. Per un bambino prima e un adolescente poi non è stata un’esperienza facile, ma le fatiche di quel periodo mi hanno poi temprato per il futuro", racconta il conduttore dell'Arena.

E ancora: "Sono andato a Lourdes per la prima volta quando avevo 10 anni con mia madre e mia nonna. Rimasi subito colpito dal quel luogo. Con mia nonna Bianca Maria ho vissuto anche un’altra esperienza molto formativa. Era presidente della San Vincenzo e a un certo punto mi ha detto 'è ora che tu inizi a conoscere degli invisibili, cioè quelli che noi borghesi facciamo finta di non vedere'. Ero cresciuto in un ambiente dorato, ma lei mi portava con sé con la sua cassetta azzurra a dare dei soldi ai poveri che vivevano nelle soffitte. È lì che ho imparato, iniziando a sviluppare la sensibilità verso gli ultimi".

Secondo Giletti, "la fede è una ricchezza, un dono, o ce l'hai o non ce l'hai. Io sono sempre stato restio a parlarne, perché è una dimensione del tutto personale, dovrebbe rimanere dentro a ognuno di noi. Non esiste un luogo ideale, la Madonna la puoi trovare ovunque. Certo a Lourdes è tutto più facile, ti conduce in uno stato di immediata serenità, ma è nella vita quotidiana che bisogna portare quello che lì hai vissuto".