Mattinieri (o notturni) si nasce. Se vi state chiedendo come funziona il sonno, sappiate che molte delle nostre abitudini sono figlie di quanto scritto nel Dna. Una recente ricerca americana, condotta su un campione di quasi 90 mila persone, ha individuato ben 15 varianti genetiche associate al fatto di essere mattinieri o notturni, gufi o allodole. Inoltre, secondo lo studio, 7 di queste sequenze genetiche sarebbero posizionate vicino ai geni coinvolti nel ritmo circadiano. 

Gli esperti spiegano che esistono persone naturalmente più propense ad apprezzare la mattina e altre la sera, così come esistono persone che a questo riguardo si collocano sulla linea mediana e non hanno una particolare tendenza né verso la sera né verso la mattina presto.

Il dettaglio che non ti aspetti, poi, fa comunque capolino: la scienza ha stabilito che i mattinieri sono meno propensi a soffrire di depressione, di insonnia o di problemi legati al sonno-veglia. La maggioranza delle persone intervistate, peraltro, appartiene alla categoria dei "gufi".

È poi abbastanza naturale che col passare degli anni la sveglia biologica tenda ad anticipare: con l'età ci si uniforma e si perde la forza del ritmo circadiano, tornando in qualche modo allo stadio neonatale, fatto di tanti riposini e non di un sonno prolungato. In altre parole, nella senilità molti gufi diventeranno allodole, ma è molto probabile che il contrario non accada.