Muore di cancro dopo essere stata curata con omeopatia e psicoterapia. Un caso incredibile quello avvenuto a Torino. Il medico aveva scelto queste "cure" sulla base delle teorie del dottor Ryke Geerd Hamer, "guru" della medicina alternativa per la lotta contro i tumori. Per inciso, Hamer è padre del giovane ucciso da un colpo di fucile esploso da Vittorio Emanuele di Savoia all'isola di Cavallo.

Una donna di 53 anni aveva creduto alle parole della dottoressa di cui era paziente da anni. Quel melanoma doveva essere combattuto senza ricorrere alla medicina tradizionale. Poi, nel settembre 2014, il dramma: la morte da addebitare alle 13 metastasi al cervello che nel frattempo si erano fatte largo.

"Se il medico avesse applicato non le migliori pratiche cliniche, ma solo elementari conoscenze proprie della medicina, la donna non sarebbe morta", sostiene il medico legale che ha svolto la perizia per conto della procura di Torino. Per il medico responsabile della cura, l'accusa è di omicidio colposo

Quello sulla scapola sinistra nel 2005 era un neo di pochi millimetri; negli anni era diventato enorme, raggiungendo gli 11 centimetri. E facevolta molto male. Una garza, poi, serviva a raccogliere il liquido che ne fuoriusciva. Ma niente, per il medico soprannominato dalla paziente "Santa Germana" bisognava "risolvere il conflitto interiore, poi passerà".  

La paziente, alla fine, decise di asportare chirurgicamente il neo in ospedale. Il referto istologico non aveva lasciato dubbi sul destino che l'attendeva: era un melanoma maligno a cellule epiteliomorfe, di tipo "T4", il più terribile cancro della pelle. Doveva iniziare al più presto le cure tradizionali. La donna ne aveva discusso a lungo, si era rivolta anche al fratello, un medico chirurgo: "Vivo a Roma e sentivo mia sorella al telefono: le ho offerto aiuto e consigli, ero preoccupato, ma lei mi rassicurava che il neo era sotto controllo e che era seguita dalla dottoressa Durando", racconta.

Nonostante i tentativi di convincerla ad affiancare terapie mediche scientifiche a quelle hameriane, Marina aveva continuato ad affidarsi al suo medico e a "combattere" il cancro con psicoterapia e gocce omeopatiche. Anche quando i linfonodi ascellari si erano ingrossati: le indagini cliniche di nuovo suggerivano che si trattava di masse compatibili con metastasi tumorali.

"Non devi toglierle, sono la sentinella del tuo corpo che sta lottando per te", le diceva "Santa Germana", come si legge su "Repubblica". E ancora una volta i dubbi e le perplessità venivano spazzati via dalle cinque leggi biologiche della nuova medicina del dottor Hamer: ogni malattia è generata da uno choc e da un trauma emotivo, superato il quale il corpo si autoripara. Ma questa volta non è andata così: anziché ripararsi, quel corpo adesso è senza vita.