01I musei siciliani sono in crisi, una crisi che aveva costretto Crocetta a ‘vietare’ la cultura proprio nei giorni festivi. Ora quei 400mila euro in più sono arrivati e i musei possono riaprire.

Ed ecco che scuole, cittadini e turisti possono tornare a gustare le bellezze storiche, artistiche ed archeologiche di Sicilia, perché Rosario Crocetta come il mago Silvan, è riuscito a tirare fuori dal cappello quel pacchetto di 400mila euro, che ha immediatamente destinato ai Beni Culturali, per il pagamento degli straordinari di dicembre agli addetti dei musei e dei siti di interesse storico ed artistico dell’Isola, che erano stati dichiarati off-limits nei weekend e giorni festivi di ottobre: ora che i custodi ci sono dunque, i musei possono tornare ad essere visitabili, proprio nel periodo in cui si registra il più alto numero di visite.

Una cifra che però servirà solo a pagare gli stipendi; non ci sono infatti soldi per le bollette di luce e gas né tanto meno per i lavori di manutenzione, che lo scorso mese hanno portato alla chiusura di molti centri museali di interesse nazionale ed internazionale, come il noto Museo del Satiro di Mazara del Vallo, Casa Pirandello nella Valle dei Templi di Agrigento e poi ancora il sito archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, presso il comune di Castelvetrano, in provincia di Trapani, che a fine ottobre rimase aperto solo fino alle mattinate di sabato.

Non ci sono soldi, almeno non per riparare l’illuminazione che circonda il ben Satiro danzante in bronzo di epoca ellenistica, ritrovato nel Canale di Sicilia e ora custodito a Mazara, e nemmeno per sorvegliare sui preziosi reperti del Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa. Casse a secco anche ad Aidone, in provincia di Enna, dov’è tenuta custodita la mitica Venere di Morgantina, la statua in marmo e calcare del V secolo a.C., alta ben 2,24 metri, che non può essere fatta conoscere più di così, dato che non ci sono soldi per stampare brochure e dépliant. Niente riscaldamento o telefonate neanche a palazzo Varisano, al Museo archeologico regionale di Enna; niente guide nel bookshop del Teatro antico di Taormina. Mentre a Selinunte non ci sono nemmeno i soldi per un caffè.

Eppure sembra che i soldi per gli oltre 300 dirigenti dei Beni Culturali ci siano.
Tutta colpa della legge regionale che nel 2000 ha dato il via a oltre mille nuove promozioni, che hanno portato i funzionari dirigenti dei poli museali di Sicilia ad essere addirittura in esubero: se ne registrano infatti ben 115 in più degli oltre 190 presenti a Roma, al Ministero.
A questo sono servite le molteplici feste e sagre fiorite da qualche tempo a questa parte sull’Isola; soldi che arrivano ai dirigenti, ma non ai siti di interesse, che dovrebbero costituire la perla dell’istruzione, della didattica e della cultura non soltanto di Sicilia, ma del nostro Paese tutto.

E mentre con una mano Crocetta si limita a bloccare tutte le gare sui servizi aggiuntivi per evitare «sprechi e malaffare», con l’altra mano raschia il fondo del barile per far saltar fuori quei 400mila euro che permetteranno ai musei di Sicilia di rimanere aperti anche durante i giorni festivi, almeno fino alle 13:00.

Autore | Enrica Bartalotta