In Sicilia si produce e si coltiva praticamente tutto. Quando si parla di noci, non si può non fare accenno alle noci di Motta Camastra, provincia di Messina. Numerosi libri di storia antica e tanti alberi secolari testimoniano la presenza di questo gustoso frutto fin da epoca remota. Si tratta, oggi, di uno dei prodotti tipici più rappresentativi del borgo. La cura delle piante e le tecniche di lavorazione del frutto sono rimaste pressoché immutate nel tempo.

Le noci di Motta Camastra vantano alcune caratteristiche di eccellenza. Anzitutto, sono di grande pezzatura e possono superare i 40 millimetri di diametro. Presentano, inoltre, un alto contenuto di polifenoli e di selenio, fino a cento volte superiore a quello della maggior parte delle noci più conosciute. Le tecniche di lavorazione, conservazione e stagionatura sono rimaste pressoché invariate rispetto a un secolo fa.

Le drupe, private dell’endocarpo, vengono dapprima lavate in acqua e poi messe ad asciugare al coperto oppure direttamente all’aria. Poi sono, generalmente, conservate all’interno di silos o in sacchetti per magazzini.

Questa varietà di noci è particolarmente adatta ad essere consumate fresca. Sono, naturalmente, molto diffuse anche quelle essiccate che possono essere conservate più a lungo ed anch’esse utilizzate per la preparazione di numerose ricette locali.

Tra tutte, la più nota è l’antichissima Nipitiddata, un dolce tipico della cucina messinese che, per tradizione, viene servito in occasione del giorno dell’Immacolata Concezione rappresentando, quindi, di fatto, il primo dei dolci preparati ogni anno per le Festività natalizie.

L’unicità di queste noci, il legame con il territorio di produzione ed il loro ruolo nella tradizione agroalimentare locale ne ha, inoltre, decretato l’inserimento nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) redatto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.