01Vorrei parlare di un popolo che mi ha sempre dato l’impressione, fin da piccola, di essere costituito da grandi uomini forzuti e muscolosi, paladini della giustizia (sicuramente erano dei puzzoni, brutti e pelosi ma a me piace immaginarli 
diversamente). 
 
Vorrei soffermarmi sui bellissimi normanni che con la loro forza scacciarono via gli arabi dalla Sicilia in soli trent’anni (dal 1060 al 1091).
La sconfitta degli arabi avvenne per opera di Ruggero, ultimo dei figli di Tancredi e fratello di Roberto detto il Guiscardo. E’ lui il conquistatore, il nostro eroe, il nostro principe azzurro. Lo immagino bellissimo, con una folta chioma bionda, barba incolta e sguardo ammaliante…lui si gira verso di me e dice…”salta sul mio cavallo bianco bella donzella”…Ahhhh
 
 
In realtà non aveva nessun titolo nobiliare, ma tanta era la sua fama e la stima che passò alla storia con il titolo di Gran Conte.
 
Fu il nostro primo re normanno.
 
Durante quel periodo, non si sa bene perché, in diverse leggende siciliane si parla di apparizioni di Santi e della Madonna. O meglio si sa il perché, i normanni ricristianizzarono la Sicilia quindi qualche apparizione od intervento soprannaturale ci sta.
 
 
Ma tornando alla “famigghia”, il sig.Ruggero ebbe un figlio, Ruggero II. Alla morte di Ruggero II iniziò il “tramonto” dei normanni. Il figlio si chiamò Guglielmo I detto anche Guglielmo il malo, ed ebbe un figlio che, data la grande fantasia, si chiamò Guglielmo II detto anche il buono.
 
Si conclude qui la dinastia dei normanni, nel 1194, perché Guglielmo il buono non ebbe figli maschi. La zia Costanza d’Altavilla (figlia di Ruggero II) sposò il cattivissimo e bruttissimo Enrico IV ed essendo erede legittima di Ruggero II, alla morte di Guglielmo il buono, cominciò la storia degli Svevi in Sicilia.
 
 
Ma parliamo di Ruggero, il conte, quello che mi ha puntato gli occhi addosso 🙂 …c’è una leggenda anglosicula che dice che Ruggero si trovò un giorno su una spiaggia calabrese ed udì dei lamenti di schiavi, danze di guerra ed un forte odore di zagare. Venne a sapere che tutto questo proveniva dalla Sicilia, dove gli schiavi siciliani piangevano, gli arabi ballavano e gli aranci erano in fiore. A quel punto, il mio prode cavaliere fu preso da un attacco di bontà e decise di voler conquistare la Sicilia e scacciare i saraceni.
 
Ma in questo progetto mancava una cosa fondamentale: la flotta.
 
Il nostro futuro re non aveva navi e si sedette sulla battigia aspettando che gli venisse un’idea. Fu allora che gli apparve la fata Morgana (quella di Re Artù) e disse a Ruggero che se voleva poteva trasportarlo lei in Sicilia col suo cocchio incantato.
 
Ruggero si rifiutò e Morgana battè la verga tre volte nell’aria, tirò tre sassi nel mare e la Sicilia ad un tratto apparve così vicina da poter vedere case e alberi.
 
Allora chiese nuovamente a Ruggero se volesse essere accompagnato col suo cocchio, ed anche questa volta il mio bel cavaliere rifiutò (probabilmente perché sentiva che in Sicilia c’ero io che lo attendevo e non voleva tradirmi con la prima arrivata) dicendo <<La Sicilia me la darà Cristo e non una fata>>.
 
Detto questo la fata scomparve e dopo aver ottenuto (senza magia alcuna) le navi, salpò in Sicilia nel nome di Cristo.
 
Alessandra Cancarrè
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