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Vi ricordate di quando i nostri nonni od i nostri genitori allorché volevano portarci a spasso ci dicevano così? Ebbene questo modo di dire pare ci provenga dal gergo marinaresco; ed in particolare dalla parola diporto che, come tutti voi saprete, significa andar per mare per spasso e divertimento. Spesso erano anche gli stessi pescatori che tornando dal loro lavoro senza però aver pescato niente, se ne lamentavano dicendo: “oggi iammu a ddì”; come dire che invece di andare a mare per lavorare, ci siamo fatti una passeggiata. Ebbene questa parola, non si sa perché è stata poi raddoppiata in ddiddì ed è diventata di uso comune per indicare, soprattutto rivolto ai bambini, proprio la volontà od il desiderio di andare a fare una passeggiata. Ma spesso la parola “ddiddì” entrava anche nelle improvvisate ninne nanne che le mamme o le nonne cantavano ai bambini per farli addormentare; e di cui mi piace proporvi una delle strofe.

Nun chianciri figghiu
nun fari accussì
ca veni lu nonnu
e ti porta a ddiddì…

Di Nando Cimino

Da Sicilia il Meglio