I racconti popolari sull’ortica si perdono nella notte dei tempi.

L’ortica (Urtica dioica, L.) è una pianta erbacea perenne, nativa dell’Europa, dell’Asia, del Nord Africa e del Nord America. In Sicilia cresce spontanea e la potete riconoscere per i tanti pungoli, che la rendono urticante a chi dovesse toccarla con la pelle nuda.

Ciò avviene perchè l’erba inietta all’interno della pelle delle sostanze chimiche (tra di esse vi è pure l’istamina) che causano fastidio, bruciore e prurito.

Se non la si estirpa può crescere fino a due metri.
Le sue foglie sono grandi ed ovate, a forma di lancia e dalle estremità seghettate. Anche le foglie sono coperte dagli stessi peli che ricoprono il fusto. Una volta rotti sembrano rilasciare acetilcolina, istamina, serotonina e acido formico. Ma questa loro capacità viene persa dopo 12 ore dalla raccolta della pianta.

L’ortica esiste in versione maschile e femminile. E’ quindi una pianta erbacea dioica.
I fiori femminili si raccolgono in spighe lunghe e pendenti. Sono di colore verde. Essi sviluppano un achemio ovale con relativo ciuffo di peli all’apice. Lo si può apprezzare visivamente attorno ad aprile-settembre.
I fiori maschili, invece, sono riuniti in spighe dritte.

L’ortica cresce soprattutto in luoghi umidi e ricchi di azoto (rifiuti organici proteici). Meglio se all’ombra.

Come usiamo l’ortica?

L’ortica può essere usata per tantissimi scopi. Da quello culinario a quello medico. Da quello cosmetico a quello tessile.

Tra le tante cose si tramanda che Nabucodonosor, il famoso re babilonese, mangiasse esclusivamente ortiche al solo fine di divenire saggio.

E non ne aveva tutti i torti visto che essa è ricca di vitamina A, vitamina C e K, acido formico, istamina, tannino, carotene, acido gallico, azoto, ferro (soprattutto le foglie), sali minerali, calcio, silicio, magnesio e fosforo. Tutto ciò la rende particolarmente nutriente e adatta in casi di convalescenza, denutrizione ed esaurimento. Inoltre aggiunge qualcosa in più a livello di sapore. Provatela usandone i germogli in dei risotti o minestroni o in delle frittate. Proprio come si userebbero i fiori di zucca (uhmmmm che buoni!).
Ma scendiamo un po’ più nel dettaglio.

Uso tessile

I nostri nonni, prima che il petrolio e tutti i suoi derivati ci soggiogassero anima e corpo, la usavano per produrre dei vestiti caldi e naturali al 100% alla stessa stregua della canapa o del lino.
Praticamente si prendeva l’ortica, si batteva e poi la si sfibrava.

Inoltre, grazie alla tanta clorofilla che contiene, la si usava per colorare i tessuti delicati.
Anche le radici venivano usate per colorare i tessuti. Ma nel loro caso il colore non era più verde, piuttosto un giallo paglierino.

 

Uso cosmetico ed erboristico

Avete mai comprato uno shampoo alle ortiche?
Lo si usa per combattere la presenza di forfora.
Ma a quanto pare l’ortica sembra avere anche delle proprietà utili a fortificare i capelli e arrestarne la caduta (maschietti non fatevi illusioni. Probabilmente queste proprietà sono dovute alla particolare presenza di ferro e magnesio che rafforzano il capello aiutando il soggetto a superare dei periodi di stress alimentare o psico-fisico).

Nota. Preparato per rafforzare i capelli

Lasciate a macerare 10 grammi di foglie di ortica in 100 grammi di alcol per alimenti.
Aggiungete 30 millilitri di acqua.
Mettete il tutto in un contenitore di vetro scuro in modo che la soluzione sia al riparo dalla luce.
Per 10 giorni lasciate il tutto a riposare al buio.
Dopo questo periodo di riposo è possibile prelevare alcune gocce di tintura e massaggiare il cuoio capelluto per rinforzare i capelli ed evitare che cadano.

Nota. Sempre per rafforzare i capelli
Raccogliete 100 grammi di foglie d’ortica. Ponetele in mezzo litro di aceto e ¾ di litro di acqua. Portate ad ebollizione e lasciate le foglie a bollire per almeno 20 minuti. Poi fate freddare e filtrate.
Utilizzate questo decotto sui capelli appena dopo lo shampoo. Frizionate il cuoio capelluto e dopo aver terminato il massaggio aspettate 10 minuti. Quindi sciacquatevi. Fatelo almeno una volta a settimana.

Per chiudere il paragrafo cosmetico, aggiungiamo che l’ortica ha sulla pelle un delicato effetto emolliente e per questo la si può utilizzare nelle sue diverse forme per curare alcune malattie della pelle: eczemi, eruzioni cutanee e acne.

Rimedi medici

Una delle proprietà più importanti dell’ortica è quella antianemica.
Le sue foglie contengono infatti tantissimo ferro e parecchia clorofilla. Questi due elementi sono presenti in quantità tali da stimolare l’organismo a produrre nuovi globuli rossi. Soprattutto le donne dovrebbero nutrirsene in abbondanza. L’ortica possiede anche delle proprietà vasocostrittrici ed emostatiche. Motivo in più per consigliarla alle donne che soffrissero di mestruazioni abbondanti.

Nota. Prepariamo un infuso per chi soffre di carenza di ferro
Ci servono alcune sommità floreali di ortica essiccate.
Un cucchiaino andrà bene. Riponetele in un bicchiere (250 ml) contenente acqua bollente e lasciate ad infusione fino a quando la temperatura della tisana sarà tiepida. Quindi zuccherate a piacimento e poi bevete.

Inoltre, restando sempre in tema donna, l’ortica possiede un’azione galattogena, capace di aumentare la produzione del latte materno.

Altre proprietà curative sono quella depurativa, diuretica, tonificante e ricostituente.

L’ortica contiene piccole dosi di creatina, sostanza che può facilitare la digestione e l’assimilazione dei nutrienti, poiché implementa la produzione di succo pancreatico.

E che dire delle sue proprietà antiinfiammatorie sull’intestino?
Chi soffre di diarrea trova nell’ortica una fedele alleata, grazie ai tannini e alle loro proprietà astringenti.

Stessa cosa per coloro che volessero depurare il proprio organismo da tossine e altre sostanze potenzialmente dannose se presenti in quantità: acidi, cloruri, colesterolo.
Da questo punto di vista le qualità diuretiche e depurative dell’ortica sono spesso state usate per combattere la gotta, i reumatismi e la dolorosa artrite. Ciò per via della sua capacità di alcalinizzare il sangue, facilitando per l’appunto l’eliminazione dei residui acidi del metabolismo.

Autore | Viola Dante; Immagine | Siciliafan.it

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