Cosa è il Palazzo del Principe di Pantalica?

  • In uno dei punti più panoramici della Necropoli di Pantalica, gli archeologi individuarono le fondamenta di un grandioso edificio.
  • Si tratta dei ruderi dell’Anaktoron, un edificio megalitico di grossi blocchi.
  • Un tempo la costruzione era nota come Palazzo del Signore o del Principe.

Oggi facciamo tappa a Pantalica, una delle località naturalistico-archeologiche più famose della Sicilia. Sul suo altopiano rimangono quasi esclusivamente i ruderi dell’Anaktoron, un edificio megalitico di grossi blocchi, con diverse stanze rettangolari, evidente imitazione dei palazzi micenei. Secondo gli studiosi, il principe locale (Anax) proprio come quelli micenei comandava sulla popolazione locale. A tal proposito, Paolo Orsi scrive: «Qualcuno degli Egei che poco prima del Mille toccavano la costa siracusana, si spinse o volontario o captivo per entro la valle dell’Anapo fino all’aspra Pantalica che già attraeva merci egee e si mise al servizio del principe come dimostrano i principi tectonici della Grecia micenea nel nostro palazzo ed anche lo schema planimetrico che ricorda in qualche parte le costruzioni achee».

Orsi sostiene, assieme a diversi studiosi, il legame con le maestranze micenee che potrebbero aver favorito la costruzione dell’edificio anche in virtù di un già presente commercio tra le due sponde del Mediterraneo. È, inoltre, ben evidente che i Siculi non fossero abili costruttori di edifici in pietra, poiché essi risiedevano in capanne fatte in materiale deperibile. Questa anomalia fu subito riscontrata da Orsi che ipotizzò l’impiego di maestranze esterne, in grado di eseguire lavori altrimenti non attuabili: «Se dunque i Siculi non furono né muratori, né costruttori, si affaccia come una strana anomalia l’edificio di Pantalica, che non a torto ho chiamato sede principesca o Anàktoron».

Il Palazzo del Principe di Pantalica fu modificato e riutilizzato in epoca bizantina dopo un precedente abbandono. Vennero eseguiti degli interventi, come il rinforzo con calce del muro perimetrale e la creazione di un pavimento in cemento. Il suo definitivo abbandono è avvenuto a causa di un incendio, forse dovuto all’arrivo degli arabi. All’interno sono state rinvenute diverse armi in bronzo e una fonderia. Questi oggetti fanno supporre un’ipotetico privilegio di fusione da parte del principe ivi residente. Bisogna tuttavia aggiungere che le porte dell’edificio avevano l’apertura verso l’esterno, il che fa supporre anche la funzione non residenziale del palazzo ma di possibile deposito o forziere.

Foto di Dario Giannobile – Opera propria, CC BY-SA 4.0 

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