PALERMO – Per alcuni mesi si è indagato sul proprietario di una macchina parcheggiata lungo la strada dove il 20 maggio 2016 morì tragicamente Alessandro Nasta (leggi qui), organizzatore di eventi tra i più conosciuti di Palermo. Su un 45enne, ricorda "LiveSicilia", pendeva l'accusa di omicidio colposo, ma il gip ha archiviato l'ipotesi. 

La procura ha scandagliato la dinamica dell'incidente. Poco dopo le tre di notte Nasta sta percorrendo via Pietro Bonanno, al rientro da una serata all'Addaura. Un colpo di sonno, un attimo di distrazione o un ostacolo improvviso: Nasta perde il controllo della sua Opel Adam che, dopo avere urtato una macchina parcheggiata, si ribalta più volte. Dieci giorni dopo la morte il pubblico ministero decide di sequestrare l'auto posteggiata. L'iscrizione del proprietario per omicidio colposo è un atto dovuto per consentire lo svolgimento di una perizia.

L'ipotesi iniziale era che l'auto avesse fatto da catapulta per l'Opel di Nasta che altrimenti avrebbe finito la corsa contro il muro, forse salvandosi. Gli accertamenti disposti dalla procura hanno però dato ragione all'indagato. La morte del 38enne, in altre parole, non può essere imputabile in alcun modo al proprietario di quella macchina parcheggiata.