Quanti di voi sanno perché San Valentino è la festa degli innamorati? Oggi abbiamo deciso di rivelarvelo. L’originale festività religiosa prende il nome dal santo e martire Valentino da Terni, morto il 14 febbraio del 269: istituita nel 469 da Papa Gelasio I, sostituì la precedente festa pagana dei lupercalia.

Questa si celebrava in onore del dio Fauno, nella sua accezione di Luperco, cioè protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. I lupercalia includevano festeggiamenti sfrenati, in contrasto con la morale cristiana e per questo Papa Gelasio vi pose fine.

LEGGI: I proverbi siciliani per dire Ti Amo

I benedettini contribuirono alla diffusione della festa di San Valentino, soprattutto in Francia e Inghilterra, attraverso i monasteri, poiché erano stati affidatari della basilica di San Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII secolo.

San Valentino festa degli innamorati

La figura di San Valentino è nota per il suo messaggio d’amore, ma la questione dell’origine della festa è un po’ controversa. Secondo leggenda il santo avrebbe donato a una fanciulla il denaro necessario per la dote per il suo sposalizio che, senza questa, non si sarebbe celebrato. Il dono, frutto di amore e finalizzato all’amore, avrebbe creato la tradizione.

Ancora, si dice che la festa di San Valentino sia legata al circolo di Geoffrey Chaucher che, nel “Parlamento degli Uccelli” associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia. Gli studiosi, però hanno messo in dubbio questa interpretazione, anche se si ritiene che la giornata di San Valen tino fosse dedicata agli innamorati già dai primi del II millennio.

Per quanto riguarda la modernità, il tratto più caratteristico della festa è lo scambio di valentine, cioè bigliettini d’amore, spesso a forma di cuore: a partire dal XIX secolo la tradizione ha alimentato l’aspetto commerciale della festa.