L’origine del ponte normanno di Serravalle è rintracciabile in un’epigrafe scolpita in pietra calcarea, posta proprio sulla sua ala destra.

“A mettere in comunicazione le varie masse della sponda sinistra del Simeto: Maniaci, Rotolo, Corvo, S. Venera, Bronte e tre masse con gli abitanti della sponda destra: Bolo, Cesarò, Carbone, Placa Baiana, Troina, Messina, capitale allora del Valdemone e Palermo capitale dell’Isola, il Conte Ruggiero nel 1121 fece costruire il ponte, detto dagli Arabi Càntera, che diede poi il nome alla contrada e lo dedicò alla memoria della madre sua Adelasia, morta in Patti nel 1118″.

Il ponte normanno è costruito sulle Forre laviche, accanto a un’antica masseria dove spicca il prospetto dell’ex Chiesa della Placa Serravalle, dedicata a San Francesco di Paola. Sorge in un contesto ricco di storia, che include anche i resti di un vecchio mulino ad acqua.

Le Forre laviche del Simeto offrono ai piedi di Bronte un mini-ambiente unico, aspro e selvaggio ma anche molto suggestivo e ben conservato. La lava di antiche eruzioni che colparono il primitivo letto del Simeto è stata nei secoli erosa e potentemente scavata dalla potenza del fiume in una profonda incisione. Dal ponte Serravalle è possibile vedere la parte iniziale dell’erosione.

Il ponte normanno è un’opera arditissima, composta da pile idrodinamiche che reggono le arcate medievali. Il ponte è a schiena d’asino e cromaticamente si caratterizza per l’uso delle pietre locali basaltiche, in alternanza a conci di tufo bianco, con un effetto bicromatico molto particolare. Sul ponte passava la vecchia strada che univa l’entroterra della Sicilia (Cesarò, Troina) a Catania e Messina.