L’autentico l’oro verde di Sicilia

  • I segreti del Pistacchio di Bronte.
  • Si fa presto a dire “pistacchio“, ma dietro ogni frutto ci sono sapienza, cura e pazienza.
  • Sapete che si raccoglie ogni due anni e che ci sono piante “maschi” e “femmine”?

Si fa presto a dire “pistacchio di Bronte“, ma quello che molti non sanno è che dietro ognuno di quei frutti c’è un lavoro che richiede tempo e cura. L’oro verde di Sicilia ha questo nome per un motivo ben preciso. È prezioso, non solo per il gusto, ma anche – e soprattutto – perché necessita di una lavorazione artigianale e meticolosa. Sempre più spesso capita di trovare prodotti spacciati per il nostro pistacchio siciliano che, in realtà, non sono tali. È molto importante, a tal proposito, prestare attenzione a ciò che si compra: per essere davvero autentico, nella confezione deve esserci la dicitura “Pistacchio Verde di Bronte DOP“. Il resto è solo un’imitazione.

I segreti del Pistacchio di Bronte

Questo straordinario prodotto siciliano si riconosce subito per la forma, perché è affusolato. La buccia è di colore viola intenso, mentre l’interno è verde smeraldo. Quando ne sgusciate e ne sbucciate uno, vi rendete immediatamente conto della differenza rispetto ad altri pistacchi. Il merito è del terreno lavico dell’Etna. Si tratta di un terreno molto scosceso, ma sono proprio le pietre a donare i minerali vulcanici. Della frutta secca siciliana si parla spesso e volentieri e, proprio nei giorni scorsi, è stata protagonista su Rai2, durante la trasmissione “I Fatti Vostri”. L’inviato si è recato proprio a Bronte, dove il produttore Coldiretti Nunzio Cartillone ha rivelato tanti segreti.

Piante maschi e femmine e la raccolta ogni due anni

Partiamo subito da una curiosità davvero interessante. Il Pistacchio di Bronte ha bisogno di una pianta maschio e di una femmina. I maschi, a febbraio, si occupano dell’impollinazione, mentre le femmine fanno solo i frutti. È fondamentale, dunque, che per ogni ettaro di terreno ci siano molti maschi. Pensate che a questo tipo di coltivazione sono dedicati 4mila ettari di terreno e che tutto si fa proprio come una volta. Un altro dato interessante è che la raccolta si fa ogni due anni. Ecco perché.

Ha bisogno di riposare perché è una pianta selvatica e, fruttando ogni due anni si indebolisce. La potatura avviene negli anni pari e serve a ottenere un prodotto di qualità. Dopo la raccolta avviene la smallatura. Si toglie poi la pellicina e si separa il pistacchio dalla buccia. I pistacchi si mettono al caldo sole di Sicilia per circa tre giorni. La raccolta e le fasi principali avvengono rigorosamente a mano. Solo la smallatura e l’essiccazione possono essere gestiti con macchinari e tecnologie. Ora che conosciamo i segreti dei pistacchi di Bronte, guarderemo a questi prodotti con occhi diversi. Preziosi come l’oro, buoni come la Sicilia. Foto: Ruth Hartnup – Licenza.

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