01Fanpage http://goo.gl/PnEgmx Museo Salinas di Palermo

Il culto della morte e il sentimento religioso nascono già nell’uomo del Paleolitico; lo provano i segni di rituali particolari e i corredi trovati nelle sepolture dell’epoca. Una pratica molto diffusa era quella di cospargere i defunti con l’ocra rossa (ossido di ferro), un minerale molto diffuso in natura, utilizzato per le decorazioni corporali, nell’arte mobiliare, per le pitture parietali e nella concia delle pelli, il cui uso è attestato in tutta Europa, in Africa e in Asia.

E’ chiaro il significato simbolico dell’ocra legato al colore rosso del sangue, prezioso liquido che rappresenta la forza vitale, e quindi la vita oltre la morte. A volte il defunto veniva disteso su un letto di ocra, oppure ne veniva cosparso completamente; in altri casi era usata solo su alcune parti del corpo, preferibilmente il capo; frequentemente si aggiungevano oggetti di corredo dipinti con questa sostanza (ciottoli, conchiglie ecc…).

Anche in Sicilia è attestato l’uso dell’ocra sin dal Paleolitico superiore e permane sino all’Età del Bronzo. Un singolare ritrovamento è quello della necropoli eneolitica di Contrada Grazia (Carini, Palermo – Cultura della Conca d’Oro, III millennio a.C.) dove una notevole quantità di ocra faceva parte del corredo, posta all’interno di olle di diverse dimensioni mista a ossa umane, animali e a conchiglie.

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