Mentre a Palermo fa discutere l'ordinanza del sindaco Orlando che secondo molti addetti ai lavori "uccide la movida", a Bologna l'oggetto del contendere è… la birra fresca. Già, perché l’ordinanza anti-alcol firmata nei giorni scorsi dal sindaco del Partito Democratico Virginio Merola ha mandato su tutte le furie alcuni commercianti. Che si sono fatti sentire. E, a quanto pare, a ragione.

Il provvedimento è "volto a contrastare l'abuso di alcol nella zona universitaria" e in concreto impone ai negozi alimentari e ai laboratori artigianali, numerosi in centro città, la chiusura entro le 9 di sera tra il 13 luglio e il 15 ottobre. In più è vietato a queste attività "di detenere bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in qualunque sistema e/o apparecchio di refrigerazione e raffrescamento". In pratica, altolà alla birra fresca.

"Una condanna a morte", accusano i titolari dei negozi interessati dall'ordinanza. "Più che altro – racconta Mahmud Hossain, titolare di un negozio in via Marsala – perché se la gente non può più comprare la birra da noi, non è che smette di bere". Il provvedimento, infatti, non impone restringimenti ai supermercati del centro, così come ad altre attività commerciali che non rientrano nei parametri, a partire dai bar. Continua Hossain: "Il mio caso è emblematico: il mio negozio è sottoposto all’ordinanza, ma al civico successivo c’è un supermercato che non avrà problemi a vendere ancora la birra fresca".

Come racconta Il Fatto Quotidiano, i 32 commercianti colpiti dall'ordinanza si sono radunati davanti alla sede dell’amministrazione cittadina per manifestare, ma la giunta del PD ha detto a chiare lettere che non farà passi indietro.