Ragazzina venduta dalla famiglia naturale per 2.000 euro. Poi inizia un dramma indicibile. "Comprata" – bruttissimo da dire – in Kosovo, è stata trattata come una schiava. Picchiata dal patrigno e dal fratellastro, ha pure subito abusi sessuali.

Come si legge sul "Giornale di Sicilia", la Corte d'assise d’appello di Palermo ha confermato la condanna per una coppia di etnia rom: 13 anni per l’uomo e 11 per la donna. Entrambi avevano negato di avere tenuto prigioniera la ragazza in casa e di averla maltrattata e violentata. Anche gli abusi del "fratellastro" (processato dal tribunale dei minori) sarebbero da considerare, secondo i coniugi, dei normali rapporti tra fidanzati.

L'anno tremendo trascorso in una casa di Bagheria è stato rivissuto dalla vittima, che adesso ha 20 anni, nel suo racconto alla Corte d'assise. Raccapricciante il racconto della ragazzina che quando fu venduta dai suoi veri genitori in Kosovo, aveva appena 13 anni. Le difficoltà economiche, assieme alla malattia del fratellino, avrebbero costretto la famiglia a questo gesto.

Nel luglio 2009, dopo oltre un anno di sevizie, la ragazzina è riuscita a fuggire, per rifugiarsi da una donna bagherese che l'ha portata dai carabinieri per la denuncia. Dopo le paure iniziali, la vittima, che ha vissuto in comunità, ha raccontato tutto ai militari, ma alcuni buchi delle indagini hanno rallentato l'iter giudiziario.