Ricotta Infornata, antichissimo formaggio siciliano. Se ne trovano tracce nella pubblicazione dello storico Gallo “Le venti giornate dell’agricoltura e dei piaceri della villa”, risalente al Cinquecento. La produzione è storicamente connessa a quella del Maiorchino.

L’idea di produrre la ricotta infornata derivò dall’esigenza di conservare la ricotta per l’impossibilità di raggiungere alcuni luoghi dei Peloritani. Le massaie, così, dopo una lieve salatura a secco pensarono di infornare le ricotte per ridurne l’umidità.

La ricotta destinata alla cottura è prodotta con siero misto (60% latte caprino, 40% latte ovino). Il giorno seguente la produzione, viene lasciata ad asciugare e salata a secco. Si pone poi in un tegame di ceramica e infornata a 250° gradi per 30 minuti. Il giorno seguente viene rivoltata nel tegame e infornata ancora.

Il procedimento si ripete per altre due volte: così si ottiene un prodotto soffice e compatto, con una crosta scura per l’alta temperatura di cottura. Per quanto riguarda il sapore della ricotta infornata, contiene note di nocciole tostate e frutta secca, oltre a un sapore tostato e fruttato. L’origine di questo formaggio storico siciliano è da ricercare nei comuni di Santa Lucia del Mela, Novara di Sicilia, Basicò, Tripi, Mazzarrà S. Andrea, Fondachelli e Montalbano Elicona.

Foto: Rosario Cusenza
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