Stando alla grande quantita di mezzi di contrasto che venivano utilizzati, vien da pensare che anticamente il siciliano doveva essere un popolo di superstiziosi e scaramantici. Dovunque ed in ogni circostanza l’uso di amuleti e scongiuri era infatti una pratica molto diffusa e non mancava occasione per farne utilizzo e decantarne l’efficacia. Tra questi il più gettonato era sicuramente il corno che veniva appeso dietro la porta a protezione della casa; spesso, e per maggior precauzione, si accoppiava pure al ferro di cavallo che però per raggiungere la sua massima efficacia doveva essere appeso con le punte all’insù. C’era chi usava invece un sacchetto rosso pieno di sale; e tanti, nel dubbio, il sale lo spargevano pure a terra dopo che si era ricevuta una visita poco gradita. Ed è forse collegandolo a questo motivo che una anziana donna della mia città, Termini Imerese, che “curava” il malocchio, consigliava alle sue clienti di entrare in casa d’altri sempre con il piede sinistro. C’erano poi gesti quotidiani a cui si prestava attenzione per evitare il verificarsi di disgrazie. Non bisognava aprire l’ombrello in casa, non si poteva posare il cappello sul letto, non bisognava far cadere olio per terra e nemmeno sale sulla tavola. Guai in vista, e per ben sette anni, anche se si rompeva uno specchio; mentre era pure credenza popolare che dopo avere acquistato della carne, non si doveva entrare in altre case se non prima di averla portata in quella propria. Si doveva poi evitare di farsi regalare fazzoletti o coltelli; la sfortuna infatti era in agguato anche in quel caso. C’era poi un vecchio proverbio che diceva “Cu chianta pitrusinu chianta guai”; ed ecco perché tutti evitavano di tenere in casa vasi di prezzemolo che invece andava comprato al bisogno o coltivato in campagna. Oggi non potrebbe più succedere; ma anticamente, quando in tanti allevavano galline in casa, poteva capitare che qualcuna di queste si mettesse a cantare tutti i santi giorni come fosse un lamento “lugubre” ed insistente. A quel punto il suo destino era segnato; infatti la padrona di casa che riteneva trattarsi di “cantu di malauriu”, senza perder tempo gli stirava il collo.

(Nella foto l’attore Emanuele Caruana in cabaret)

Di Nando Cimino

Da Sicilia il Meglio