E’ innegabile che, specie dopo la seconda guerra mondiale le abitudini alimentari degli italiani , e dei siciliani in particolare,  sono radicalmente cambiate.
Sono cambiati i cibi, il modo di prepararli, la loro distribuzione nel corso della giornata…
Ricordo nella mia infanzia: a colazione un cicaruni (1) di pan’e latti(2) caldo caldo, appena munto davanti la porta di casa da Ninu lu picuraru  (3) che ogni mattina arrivava con le sue capre.
I miei genitori scendevano le tazze fino al pianerottolo e così il latte passava direttamente, tiepido e schiumoso, dalle mammelle della capra al tavolo del nostro tinello, su cui  era già in attesa una bella caffettiera napoletana (per gli adulti)  e una  ciotola di cafiata (4) per noi. Nel latte veniva spezzettato, rigorosamente con le mani, il pane di casa, meglio se raffermo, e poi aggiunto il caffè o la cafiata .Il tutto si condiva con un cucchiaino o due  di zucchero. Questa era la colazione nella maggior parte delle famiglie: buonissima ed energetica!
Verso le 11,30, a scuola si consumava la merenda: una fetta di pane con la marmellata fatta in casa, o uno o due dolcini di natale, o una nciambella(5), o della frutta secca , o un’arancia…le merendine  sarebbero state inventate tanto tanto tempo dopo.
Per tutta la mattinata   per le strade  continuavano ad alternarsi i venditori ambulanti e le donne  si affacciavano al balcone o sulla porta e facevano loro cenno di fermarsi. Generalmente si comprava qualcosa dal fruttivendolo: pumadamura, patati, brocculi,  piseddri (6) o quella strana verdura  selvatica che al mio paese si chiamava aruca, ad Agrigento sinicciola , a Palermo cavolicieddru …ma  di cui non conosco il nome italiano…e poi li frutti: partualli, puma,  cirasi, pircopa, racina, cutugna, granata etc. (7). 
Alcune volte la nonna comprava delle cavagni di ricotta (8) che sarebbero servite per condire la pasta per il pranzo. Altre volte un po’ di cacucciuliddri spinusi(9) per la gioia di noi bambini.
A pranzo pasta. Pasta c’u sucu , cui bracculi, cu li milinciani, cu li tinniruma (10)…a seconda della stagione…. O minestra con il soffritto di cipolla, le patatine e tante verdure…e poi una bella frittata, o patatine fritte e formaggi (tumazzu , pruvuluni, cascavaddru(11)…) e poi la frutta.
A metà pomeriggio per i bambini, altra merenda, simile a quella della mattina, per gli adulti, un buon caffè, magari accompagnato da un biscotto.
Poi si cominciava a preparare la cena: un piatto di verdura o una bella insalata accompagnati da salumi , formaggi, uova, sarde salate, olive bianche e nere; o un gattò(12) di patate, o di broccoli; o un fritto misto di pesce, o un piatto di crocchè(13);  o una buona zuppa di legumi o, ogni tanto, un cuddriruni (14)e la frutta.
D’’estate una bella feddra di muluni d’acqua(15) chiudeva in bellezza la giornata.
La carne si mangiava solo la domenica: un bel tocco di vitello in brodo con contorno di patati aggrassati (16), o delle cotolette dorate con patatine fritte, o costi di porcu o sazizza arrustuta cu la tannura,(17) in terrazza o sul balcone p’un inchiri la casa di fetu (18), con contorno di una buona insalata d’arancia. Il pranzo della domenica in genere prevedeva anche il dolce: un bel tabarè (19)di paste comprate dal capofamiglia  al ritorno dalla messa, o una cassata(20) fatta dalla mamma la sera prima.
Nelle famiglie contadine la colazione generalmente era analoga, anche perché spesso possedevano una capra, ma,  visto che il capofamiglia tornava dal lavoro a sera, il pasto principale ( pasta o minestra o panammoddru (21) veniva consumato all’ora di cena , mentre a metà giornata si faceva una merenda abbastanza frugale a base di pane  etumazzu, pane e pomodoro o pane e cipolla.
NOTE: 1 Grande tazza semicircolare senza manico usata soprattutto per il latte – 2 Pane e latte – 3 Nino il pastore o il lattaio –
4 Caffè di frumento tostato  in un caliacafè (strana padella munita di un apposito aggeggio per rimescolare il caffè, l ’orzo o il grano durante la tostatura), e poi macinato – 5 biscotto a base di latte o uova – 6 Pomodoro, patate, cavolfiori, piselli  – 7  La frutta: arance,mele, ciliegie, albicocche, uva, mele cotogne, melograni – 8 Ricottine – 9 Carciofini spinosi – 10 Pasta con la salsa di pomodoro, con i cavolfiori, con le melanzane, con il tenerume – 11 pecorino, provola, caciocavallo – 12 Sformato – 13 Polpettine di patate o altro ortaggio fritte – 14 Pizza rustica – 15 Fetta di anguria – 16 Patate glassate – 17 Costata di maiale o salsiccia arrostita con la fornacella – 18 Per non riempire la casa di cattivo odore – 19 Vassoio – 20 Torta di pan di Spagna e crema di ricotta – 21 Zuppa –