Quattro persone sono state fermate per presunti legami con Anis Amri, il tunisino ricercato per l'attentato di Berlino. Lo ha confermato la procura generale dopo che i media locali avevano riferito di diversi blitz della polizia e delle forze speciali, uno nel campo profughi di Emmerich, in Nord Reno-Westfalia, in alcuni appartamenti di Dortmund e, nella notte, a Berlino, dove sono stati perquisiti tre appartamenti nei quartieri di Kreuzberg, Moabit e Prenzlauer Berg.

In seguito all'attentato rivendicato dall'Isis, contro Amri è stato emesso un mandato di cattura in tutta Europa, fra l'altro perché nella cabina di guida del tir, sotto il sedile, sono stati trovati i suoi documenti. Per attirare segnalazioni, la polizia federale tedesca ha promesso una taglia che arriva fino da 100 mila euro.

Il presunto attentatore era noto alle autorità italiane – legami in qualche modo con la Sicilia – e avrebbe eluso l'espulsione. Il giovane è arrivato solo su un barcone in Italia quando ancora era minorenne nel febbraio 2011, in mezzo a migliaia di tunisini che in quei mesi lasciarono il paese in seguito allo scoppio della primavera araba. In seguito a vari reati, ha trascorso quattro anni nel carcere Ucciardone di Palermo. Proprio qui potrebbe essersi radicalizzato secondo quanto ha detto alla Bild Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. "Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia", ha aggiunto.

Dopo aver scontato la pena, nella primavera 2015 ha ricevuto un provvedimento di espulsione che non è andato a buon fine: le autorità tunisine non hanno eseguito la procedura di riconoscimento nei tempi previsti dalla legge. Amri ha quindi lasciato l'Italia per andare Germania. Qui, tollerato come profugo cui era stata respinta la domanda di asilo, era stato fermato per due giorni l'estate scorsa e sorvegliato per mesi perché sospettato di preparare un attentato. Solo nelle ultime ore, non si sa se per caso o per tardiva solerzia, sono arrivati da Tunisi i documenti attesi per l'espulsione.