Il National Geographic alla scoperta di Pantelleria. La prestigiosa testata si avventura nella Perla Nera del Mediterraneo, “lì dove l’Italia incontra il Nord Africa”: un viaggio tra tradizione e paesaggi mozzafiato.

Pantelleria sul National Geographic

Le atmosfere uniche e selvagge di Pantelleria trovano spazio sulla stampa internazionale. “Dal vino alle parole, la minuscola isola di Pantelleria deve gran parte del suo carattere alle influenze arabe del vicino Nord Africa. Allo stesso modo influente è il paesaggio ricco e drammatico dell’isola, le cui origini ribollono sotto la superficie”, esordisce il National Geographic.

La redazione della sezione Traveller racconta che questo è un luogo in cui l’Europa incontra l’Africa: “Più vicina alla Tunisia che alla Sicilia — rispettivamente 37 miglia e 62 — quest’isola vulcanica, conosciuta come la “perla nera del Mediterraneo” per le sue scogliere color inchiostro, è stata a lungo multiculturale grazie alla sua posizione strategica“.

Da qui sono passati Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni e Spagnoli, creando una cultura “stratificata come gli strati vulcanici”. L’impronta maggiore è quella degli Arabi: “Ancora oggi il dialetto è un misto di siciliano e arabo. I nomi dei villaggi – Khamma, Gadir, Bukkuram – hanno un suono arabo”.

Nelle intenzioni della redazione c’era un approfondimento sul vino ma, di fatto ciò che si legge è un vero elogio dell’isola a 360 gradi: “Sebbene questa sia ufficialmente l’Italia, qui non troverete gallerie d’arte rinascimentali; Pantelleria ha un museo dedicato al cappero. E, invece delle spiagge leggendarie in altre parti del paese, questa è un’isola di calette rocciose che richiedono una corsa per raggiungerla”.

C’è spazio anche per parlare della costa spettacolare e delle scogliere a strapiombo e frastagliate dalle colate laviche, con viste mozzafiato sul mare, senza tralasciare la parte interna sorprendentemente verde. E nemmeno le acque termali: “Sopra l’antico insediamento di Sibà, si cammina lungo terrazze di pietra a secco e, oltrepassando prati fioriti fino a una scogliera, dove il vapore sgorga da una fessura nella roccia. È la Grotta di Benikulà, dove i vapori emergono dalla montagna nella piccola grotta, creando qualcosa come un hammam riscaldato da un vulcano”.

Quindi la conclusione di questo viaggio del National Geographic: “Anche in questo caso, puoi vedere il Nord Africa se è chiaro, ma non ce n’è bisogno: la storia multiculturale di Pantelleria è radicata nella roccia“.

Foto di bisiLicenza.

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