Parlare di superstizioni siciliane, significa aprire un vastissimo capitolo della cultura della nostra isola. Inutile negarlo: i siciliani sono superstiziosi e, fin dall’antichità, hanno fatto affidamento su tanti riti e consuetudini, al fine di scacciare via le situazioni negative. Alcune superstizioni riguardano azioni ed eventi da evitare, mentre altre sono strettamente connesse a pratiche da mettere in atto contro eventi nefasti. Si potrebbe pensare che oggi non ci siano più tali consuetudini, ma non è così.

Nella tradizione siciliana il malocchio è inteso come conseguenza di un’occhiata intrisa di energia negativa. Può essere invidia, può essere gelosia, non cambia il risultato. Le persone con gli occhi azzurri, ad esempio, avrebbero maggiori possibilità di attirare il malocchio, probabilmente perché gli occhi chiari non rientrano nei tratti tipicamente mediterranei. Per scacciare il malocchio, si deve recitare una specifica preghiera, conosciuta e tramandata soltanto dalle donne. Le superstizioni siciliane, invece, vengono annullate dagli scongiuri.

Esistono scongiuri praticamente per qualsiasi cosa. Contro le malattie, contro gli eventi atmosferici e anche contro i guai in amore. Si invoca l‘aiuto dei santi per ogni tipo di problema. Esistono anche una serie di pratiche da mettere in atto. Un tempo, nelle case di campagna, si appendevano corna di montone per tenere lontane le influenze negative. Il ferro di cavallo, invece, va sempre tenuto a portata di mano, per toccarlo di frequente. Il metallo, infatti, allontana gli effetti negativi. Tra le usanze più diffuse, c’è quella di pulire accuratamente con utensili nuovi la casa dei novelli sposi, gettando sali sugli angoli e sulla porta di ingresso. Questo rito protegge, perché il sale blocca gli spiriti malvagi. Per fare guarire le ferite, invece, si fa ricorso alla polpa dei cladodi, che avrebbe effetto antiflogistico, riepitelizzante e cicatrizzante.

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