Dal 12 al 16 maggio 2026, Palermo e le Madonie ospiteranno la 110ª edizione della Targa Florio, la corsa automobilistica più antica del mondo. L’evento segna un ritorno forte non solo sul piano sportivo, ma anche culturale e scientifico, grazie alla collaborazione tra Università degli Studi di Palermo e ACI Sport.
La presentazione ufficiale si è svolta nella sala Carapezza di Palazzo Steri, alla presenza del rettore Massimo Midiri, mentre il presidente ACI Geronimo La Russa è intervenuto in collegamento.
Non solo rally: un festival tra cultura, ricerca e territorio
La Targa Florio amplia il proprio raggio d’azione. Non è più solo competizione, ma un evento diffuso che coinvolge studenti, cittadini e appassionati.
Il campus universitario di viale delle Scienze diventa il centro operativo della manifestazione: quartier generale, assistenza e arrivo finale. Attorno alla gara, l’ateneo organizza mostre, visite guidate, dibattiti e attività aperte al pubblico.
“Ancora una volta confermiamo il valore di un’Università che diventa motore di sviluppo culturale, laddove didattica e Terza missione sono strettamente connesse – sottolinea Midiri – Quest’anno, al di là dell’evento sportivo che ha una sua valenza e caratterizzazione storica, ci sono una serie di iniziative che vanno dalla pura didattica a una serie di eventi culturali”.
Il programma: partenze, gara e arrivo
Il calendario entra nel vivo il 13 maggio con verifiche tecniche e sportive al Museo dei Motori e dei Meccanismi.
La cerimonia di partenza è fissata per il 14 maggio in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, mentre la gara prenderà il via il 15 maggio alle 10:30 dal campus universitario.
Il traguardo è previsto per il 16 maggio, sempre a viale delle Scienze, con la cerimonia di premiazione nel pomeriggio.
Il percorso: 500 km tra le Madonie
Il cuore della competizione resta sulle Madonie. Il percorso prevede quattro prove principali:
- Campofelice – Collesano
- Scillato – Polizzi Generosa
- Geraci Siculo – Castelbuono
- tratto finale verso Pollina e Finale di Pollina
In totale, sono previsti 141 km di prove speciali su circa 500 km complessivi di tracciato stradale.
I numeri della Targa Florio 2026
- 110ª edizione della corsa
- 12–16 maggio le date ufficiali
- 141 km di prove speciali
- 500 km complessivi
- 4 competizioni nazionali coinvolte
Le competizioni: quattro campionati in un’unica manifestazione
L’edizione 2026 comprende diverse categorie:
- Campionato Italiano Assoluto Rally Sparco
- Campionato Italiano Rally Auto Storiche
- Regolarità auto storiche
- Coppa Rally di Zona e Trofeo di Zona
Tutte le gare sono valide anche per il Campionato Siciliano.
Innovazione e ricerca: dai motori ibridi ai test sui piloti
Uno degli elementi più rilevanti è il coinvolgimento scientifico dell’università.
Tra le iniziative:
- esposizione sui motori ibridi al Museo dei Motori
- approfondimenti storici sulla famiglia Florio
- test biometrici sui piloti durante le prove
“Ci saranno anche iniziative di carattere medico: durante le prove sportive effettuiamo test con sensori che applichiamo sul capo e sul collo dei piloti e che danno una serie di informazioni biometriche fondamentali per capire come il corpo reagisce ad accelerazioni, frenate e tutte le sollecitazioni che un evento sportivo passionale come quello automobilistico può comportare”.
Il ruolo della Targa Florio oggi
L’evento mantiene intatto il legame con la visione di Vincenzo Florio, ma evolve verso una dimensione più ampia.
“È un piacere che si parli ancora di territorio e iniziative culturali. Questa manifestazione continua a rimanere viva, nel segno della visione che ebbe Vincenzo Florio: noi italiani siamo stati i primi in questo e dobbiamo continuare su questa strada. Manifestazioni come questa rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo: Aci sarà sempre al fianco della Targa Florio”.
Parallelamente, l’università utilizza la manifestazione per rafforzare il proprio ruolo sociale.
“La Targa Florio rappresenta per il nostro ateneo molto più di un evento sportivo. È un’occasione concreta per mettere in dialogo conoscenza, ricerca e territorio”.
