02La crisi sta portando in auge una serie di pratiche e di abitudini dimenticate; stratagemmi naturali per pulire casa e capi, oppure mezzi più ecologici (ed economici) per spostarsi. Ma crisi vuol dire anche baratto.
Non ci ricordavamo più che cosa significasse scambiare un oggetto con un altro, anziché pagarlo con il denaro: è il baratto, una pratica in uso nella storia prima dell’avvento della moneta, e che oggi sta tornando prepotentemente in voga, attraverso l’uso di altri termini.
Ad esempio, nel nostro diritto civile il baratto viene identificato con il termine di ‘permuta’; e sono molte le aziende che si affidano allo scambio multilaterale di beni e servizi: questa iniziativa si chiama, in gergo commerciale, ‘barter’ o ‘barter trading’.
Comunque lo si chiami, il baratto è una forma di scambio che sta prendendo sempre più piede; oltre a vere e proprie associazioni nate a questo scopo, sono anche diversi i siti internet, i portali, e le app, che offrono la possibilità di ‘scambiare’ un oggetto non più gradito con un altro, e di farlo in Rete. 
A Palermo c’è BandaBaratta, un’associazione volta a sensibilizzare la popolazione sulla tematica del riuso intelligente dei prodotti, per evitare gli sprechi e rispettare l’ambiente. 
Il gruppo, oltre ad essere presente su Facebook con una sua pagina, si è già fatto conoscere grazie all’organizzazione di diverse iniziative di riuso; la più importante è sicuramente quella messa in piedi durante la festa di Addiopizzo,di alcuni mesi fa e, insieme al CODIFAS, attraverso l’allestimento di mercatini volti a promuovere lo scambio di prodotti agricoli.
Un’applicazione che in questo periodo va per la maggiore, è sicuramente Depop.
Presente in tutto il mondo sia per iTunes che Google Play, offre la possibilità di acquistare, vendere, scambiare articoli, in modo semplice, sicuro e veloce. La sua specialità sono i capi d’abbigliamento e gli accessori, ma è particolarmente conosciuto perché tra i suoi utenti attivi vi è anche la nota blogger di moda Chiara Ferragni.
Discorso simile anche per il portale Swap Club, una delle prime piattaforme italiane ad affacciarsi nel panorama degli ‘swap’, appunto, ovvero degli ‘scambi’; privilegiati i capi d’abbigliamento e gli accessori firmati, perché il sito è soprattutto utilizzato dalle donne.
Ma su Internet è possibile scambiare di tutto: dai libri ai CD, dai complementi d’arredo, spesso vintage, ai giocattoli, un po’ come si faceva da ragazzini quando si metteva in campo il famoso ‘mercatino’; in vigore in alcune parrocchie è la riffa natalizia, che prende le rime proprio dal concetto di baratto.
Grazie al noto portale “Settimana del Baratto”, che quest’anno si è tenuta tra il 17 e il 23 di novembre, è possibile poi ‘scambiare’ un proprio prodotto indesiderato o una prestazione professionale, per un soggiorno in un bed & breakfast della Penisola; partecipare è semplicissimo e anche gratuito.
Questa forma di economia sostenibile non solo ci aiuta a fare spazio in casa e a liberarci di ciò che non ci va o non amiamo più, ma è anche in grado di dare vita a una nuova forma di aggregazione cittadina, genuina e autentica.