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Tenta di stuprata una donna partoriente fingendo di essere un infermiere. Così un uomo è finito in manette. È accaduto nel pomeriggio del 31 dicembre: l'uomo, che in tribunale è parso molto tranquillo, si è travestito da infermiere molestando la 35enne spostata in sala travaglio. Siamo a Roma, all'ospedale Sant'Eugenio. Il responsabile è Alì Abdullah, somalo di 38 anni. Nella capitale da anni senza fissa dimora dopo aver cercato di ottenere lo status di rifugiato politico, è riuscito a girare indisturbato per l’ospedale senza che nessuno si accorgesse di nulla.

La prima a scoprirlo è stata la signora romana di 35 anni che si apprestava a cominciare il travaglio per dare alla luce il suo bambino. Sola, nell’anticamera della sala parto, la paziente stava attendendo l’arrivo dell’ostetrica quando al suo posto si è invece avvicinato il finto infermiere che si è seduto in fondo al lettino. "Tutto bene? Stai tranquilla", le avrebbe detto Abdullah, facendo di tutto per sembrare calmo e professionale. Ma i suoi gesti immediatamente successivi, le mani infilate sotto le lenzuola, sono stati inequivocabili: in un attimo la giovane ha capito tutto e ha cominciato a urlare. Le sue grida d’aiuto hanno fatto accorrere in sala travaglio un medico e due infermieri che hanno cercato di bloccare l’intruso che nel frattempo tentava di allontanarsi.

Il somalo ha continuato con i suoi gesti all'interno del reparto. Poi è stato bloccato dai vigilantes, che lo hanno consegnato alla polizia. Visibilmente alterato, incapace di stare fermo, il somalo è stato visitato dai medici che alla fine hanno dichiarato che non fosse necessario il trattamento sanitario obbligatorio. Così Abdullah è stato arrestato per violenza sessuale aggravata e furto degli indumenti da infermiere.