Alla fine, tirando le somme, si tratta di un aggravio dei costi per gli utenti Tim, al pari di quelli Wind e Vodafone. In un lungo articolo, "Il Giornale" ironizza scrivendo che l'operatore "chiederà la tredicesima ai suoi clienti". In sostanza il canone del telefono di casa non verrà più calcolato su base mensile ma ogni quattro settimane, cioè 28 giorni. E visto che i periodi da quattro settimane in un anno sono 13, e non 12, si capisce subito che la modifica si tradurrà in un incremento dell'8,6% su base annua specificando anche che le fatture saranno emesse ogni 8 settimane. Sul quotidiano si legge:

Le misure vanno a sostenere gli obiettivi di efficienza della società che dovrebbero comportare risparmi totali, in tre anni fino al 2019, per 1,9 miliardi di euro. Inoltre l'incremento del fatturato potrebbe portare alla crescita del margine operativo lordo di circa 120 milioni di euro, prevalentemente dai clienti consumer nell'anno in corso e, dal 2018, di circa 200 milioni, di cui circa 75% consumer e 25% business.

Come motivazione, Tim dichiara di aver agito «a seguito delle mutate condizioni del mercato e a fronte dell'esigenza di allineamento delle offerte al contesto competitivo». In altre parole, dato che gli operatori concorrenti Wind e Vodafone sono passati a questa modalità di tariffazione anche Telecom vuole sfruttare l'indubbio vantaggio competitivo. Ad oggi, infatti, solo Tiscali e Fastweb continuano a proporre tariffe mensili. Per rendere più «digeribile» il cambiamento, Tim ha riservato ai suoi clienti «fissi» una serie di promozioni. Tra queste, la possibilità di avere un televisore Samsung 28 pollici ad alta definizione in 48 rate di 4,99 euro grazie alla partnership con Samsung o uno smartphone LG di gamma alta, sempre in 48 rate da 0,99 euro.