Mare blu e paesaggio da favola: la magia della Tonnara di Scopello.

I paesaggi siciliani ti entrano nel cuore. Hanno il fascino della natura, fatto di mare blu e cieli azzurri, ma anche quello della storia. Tra cose da vedere in Sicilia c’è sicuramente la Tonnara di Scopello. Siamo sulla costa trapanese, a due passi da Castellammare del Golfo. Uno scenario suggestivo, tra mare blu, faraglioni e una costruzione di un bel colore acceso. La tonnara sorse non prima del XIII secolo e fu poi ampliata dalla famiglia Sanclemente, tra il XV e il XVI secolo. Andò, dunque, alla Compagnia di Gesù e alla famiglia Florio. Ancora oggi è una meta molto richiesta: nel 2021 l’abbiamo vista anche in tv, nella fiction Màkari di Rai1. Visitiamola insieme e scopriamo tutto quello che c’è da sapere.

Scopello e la sua tonnara

La nostra visita non può che iniziare con un po’ di storia. Il territorio dove sorgeva il malfaraggiu o marfaraggiu, cioè il fabbricato per la ciurma e per il deposito della tonnara, che aveva iniziato l’attività nel XIII secolo, apparteneva al demanio di Monte San Giuliano. Rimase proprietà demaniale fino al XV secolo. Nel 1442 fu concesso a Simone Mannina, per 40 onze, con la clausola della restituzione presso il notaio palermitano Pino de Ferri. Alla sua morte passò alla figlia Bartolomea che la apportò per matrimonio a Giovanni Sanclemente. Lui, impiegandovi parte del suo patrimonio, la voleva rendere più efficiente. Ne ottenne concessione perpetua con la facoltà di ampliarla nel 28 marzo 1468. Solo a partire da questa data si può parlare di una tonnara di Scopello vera e propria. La sua storia procede in modo assai complesso: ecco come.

 

Foto di Marco Sala

Dopo varie vicissitudini, la Tonnara nel 1597 passò, per lascito testamentario, per due terzi al Collegio dei Gesuiti ed un terzo al Monastero della Beata Vergine Maria del Santissimo Rosario di Trapani. Quando nel 1767 Ferdinando III di Borbone soppresse in Sicilia la a Compagnia di Gesù, la loro quota della tonnara ridivenne demaniale. La acquistò, poi, il principe d’Aragona. Nel 1805 tuttavia i Gesuiti, ritornati in Sicilia, riuscirono a rientrare in possesso della loro quota. Un decreto di Giuseppe Garibaldi del 17 giugno 1860 sciolse nuovamente la Compagnia di Gesù. Tutti i beni e le proprietà della Compagnia divennero così demanio del nuovo Stato unitario. La Tonnara andò all’asta nel 1874 dall’intendenza di finanza di Trapani e acquisita per conto di otto comproprietari, con i 2/8 della tonnara alla famiglia Florio. Gli eredi di questi acquirenti ne sono ancora oggi i proprietari. È stata attiva fino ai primi decenni della seconda metà del XX secolo.

Scopello, la pesca nella tonnara

La più antica notizia documentata relativa all’attività della tonnara di Scopello risale a prime del 1312. Si trovano testimonianze anche del 1421. Pare che all’epoca la tonnara consistesse in un complesso alquanto modesto, poiché viene indicata come “tonnaria parva sive thonus maris”. Non sono pervenuti dati relativi al reddito della tonnara sino alla fine del XVII secolo. Divenne nel 1874 proprietà del gruppo Florio, che la potenziarono e ammodernarono. Nel periodo compreso tra il 1896 ed il 1905, il valore del pescato oscillò dai 2480 ai 1043 quintali.

Nel periodo successivo si ebbero forti variazioni del pescato annuo. Per quanto riguarda il periodo che va dal 1922 al 1962, vi sono dati più puntuali. Il pescato medio annuo risulta di tonni 472, con un minimo di 30 nel 1929 ed un massimo di 1335 tonni nel 1938. In seguito, nel decennio tra il 1961 ed il 1970, lo standard normale si assestava sui 600-800 quintali annui. Negli ultimi anni in cui la tonnara fu produttiva, l’annata migliore è stata quella del 1977 con un pescato di 700 tonni.

Foto di Liborio Castrogiovanni

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