Forse non tutti lo sanno, eppure il tonno in scatola è stato inventato in Sicilia. Sappiamo che la storia è ricca di tanti esempi di idee geniali che hanno visto la luce proprio sulla nostra Isola e, tra queste, vi è anche quella del tonno inscatolato. Il fatto che possa essere nato qui, non dovrebbe stupire più di tanto, perché c’è una grande tradizione di tonnare e pesca di questo splendido abitante del mare.

Intorno alla fine dell’Ottocento furono i Florio a escogitare un modo per conservare il tonno sott’olio. Prima, la conservazione avveniva in barili di legno, sotto sale, e non mancavano le controindicazioni. Per ovviare alle difficoltà e anche per agevolare il trasporto via mare e in strada, si pensò a una nuova tecnica.

Di fatto, esistono testimonianze della conservazione del tonno sott’olio fin dall’antichità, quando si metteva in orci di terracotta. In questo modo, però, la vita del prodotto era molto breve. I Florio trassero spunto da una scoperta del francese Nicolas Appert e dell’inglese Bryan Donkin: i due crearono un metodo per la sterilizzazione delle scatole metalliche in cui conservare i cibi.

Così nello stabilimento dei Florio il tonno veniva anzitutto tagliato a pezzi, quindi cotto in 24 grandi caldaie e poi messo ad asciugare. In un altro ambiente di confezionava nelle latte. Nel corso dell’Esposizione Universale del 1891-92 i Florio presentarono le innovative scatolette di latta, con apertura a chiave.

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