Totò Schillaci si è raccontato in una lunga intervista nel corso della trasmissione “Non disturbare”, condotta da Paola Perego. Il calciatore è rimasto nella storia per le prodezze e i gol nel corso dei Mondiali di Calcio del 1990. In altre occasioni aveva già parlato del suo passato e di diversi episodi della sua carriera. “Il nome Totò me l’ha dato la tifoseria del Messina – ha detto -. All’inizio non mi piaceva. Salvatore era troppo lungo. Mia madre mi chiama Salvo, mio padre Totò. Ma ormai tutti mi chiamano Totò”.

Parlando della sua carriera nel mondo del calcio, ha raccontato un episodio piuttosto singolare: “La cosa più strana che mi è successa in una camera d’albergo? Ero in ritiro con Baggio – ha rivelato – Mentre dormivo, sono stato svegliato da lamenti provenienti dal bagno. Mi sono un po’ preoccupato. Ho aperto la porta ed era lui che stava pregando. Lui era buddista e io non lo sapevo”.

Sulla scia dei ricordi, è tornato indietro al momento in cui ha lasciato Palermo per la prima volta: “La prima valigia l’ho fatta a 17 anni. Dovevo prendere il treno. Ero stato acquistato dal Messina. Avevo un po’ di paura ma io sono uno molto testardo e le sfide mi piacciono. Per me era un’occasione importante e dovevo sfruttarla al massimo”.

Il suo rimpianto è quello di non avere studiato, mentre non si pentirà mai del trapianto di capelli: “Ho sempre tenuto ai miei capelli e ho fatto di tutto per riaverli dopo che li avevo persi – racconta – Sono contento di aver fatto il trapianto. Anche se la prima volta che mi sono guardato allo specchio, mi ha fatto molta impressione”.

Ancora, Totò Schillaci ha confessato i non amare i social: “Credo che nella vita si debba avere un po’ di privacy”.