Ancora casi di Blue Whale in Sicilia. L’ultimo episodio è stato registrato a Ferla nel Siracusano. I carabinieri sono riusciti a raggiungere una giovane, che aveva postato su Facebook foto del proprio braccio con ferite d’arma da taglio. L’allarme è scattato grazie a dei conoscenti: immediata la ricerca attraverso le banche dati delle forze di polizia per trovare tutti gli elementi utili e risalire all’indirizzo della donna. Una volta trovata i militari sono riusciti a convincerla ad andare all’ospedale di Lentini.

Anche a Palermo, riporta il "Giornale di Sicilia", è scattata l’allerta. Qualche giorno fa sono apparse alcune scritte inquietanti sui muri del centro commerciale La Torre, a Borgo Nuovo. Una ragazzina, che si è firmata Aurora, prometteva di buttarsi ieri dal ponte Corleone. A fine maggio, invece, a Caltanissetta una giovane è caduta nella trappola del gioco maledetto che ha già fatto decine e decine di vittime, qualcuna anche in Italia.

Una 14enne della provincia nissena a scuola si è chiusa in bagno rimanendoci per un lasso di tempo piuttosto lungo. I compagni hanno cercato di capire cosa stesse succedendo. Alla fine sono riusciti a entrare, scoprendo che la ragazza si era tagliata. Una delle "tappe" del gioco, che culmina con il suicidio, è appunto quella di procurarsi delle ferite nel corpo. Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118, che hanno prestato le prime cure alla giovane. La scuola si è attivata immediatamente per far in modo che la studentessa segua un programma di riabilitazione psicologica. E un intervento arriva anche dalle istituzioni: l’assessore regionale alla Famiglia, Carmencita Mangano, ha intenzione di avviare un tavolo tecnico con tutti i soggetti istituzionali coinvolti per trovare strategie concrete utili.

"Nei prossimi giorni convocherò la Commissione per la devianza, sicurezza e inclusione sociale. Come assessore, ma soprattutto come medico e psichiatra, sento la necessità di dare alle famiglie e ai ragazzi una risposta concreta che non sia fatta di slogan ma di soluzioni reali. Occorre capire al più presto come fronteggiare questo fenomeno che pur avendo il format di un gioco è una vera e propria devianza", spiega la Mangano. Saranno coinvolti i rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale, le prefetture, l’Anci, le Aziende sanitarie provinciali. Tra gli altri ci saranno anche pediatri e neuropsichiatri infantili.