Un neonato è stato lasciato la notte scorsa nella “Culla per la vita” di Giarre, nel Catanese. Il piccolo è stato soccorso e salvato dagli operatori del 118 e sta bene. L’allarme alla centrale operativa attiva nell’ospedale Cannizzaro di Catania è scattato alle 4.17 quando è partito il segnale proveniente dalla nicchia che si trova in via Umbria, a lato alla chiesa di Gesù Lavoratore. Nel punto di accoglienza, che garantisce un completo anonimato, è infatti in funzione il sistema della "Culla per la vita" che, attraverso sensore e telecamera, rilevata una presenza all’interno del vano, allerta direttamente la Centrale 118. La procedura ha funzionato correttamente:una volta ricevuto il segnale, i sanitari si sono subito recati sul posto e hanno trovato il piccolo, deposto nella culla. Con l’ambulanza del 118, il neonato è stato prima portato nell’ospedale di Acireale, dove è stato controllato e stabilizzato, quindi al Policlinico di Catania, dove ora si trova in ottime condizioni.

 

Anche a Palemo "la culla per la vita"


A Palermo ritorna la “culla per la vita” grazie a un accordo tra l’Università, il Policlinico, il Movimento per la vita. L’accordo, di durata biennale. L’intesa permette di riattivare il servizio di accoglienza sanitaria per neonati e di supporto psicologico per madri in difficoltà, che ha sede all’Istituto religioso delle Figlie della Carità di San Vincenzo in via Noce 28, e che è stato sospeso due anni fa, dopo essere stato gestito dal 2007 in collaborazione con l’assessorato regionale alla Sanità attraverso la centrale operativa del 118. Il locale è stato concesso gratis dalla Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo.

La “culla”, istituita nel 1998 dall’associazione per accogliere i figli delle donne che non possono o non vogliono partorire in ospedale garantendone l’anonimato, è dotata di un impianto di video-sorveglianza collegato 24 ore su 24 con l’Unità di Terapia intensiva neonatale (Utin) dell’Azienda, che monitora esclusivamente il cuscinetto dove viene riposto il neonato e di sensori che segnalano tempestivamente al personale addetto la presenza del bambino.

L’Università provvederà a effettuare gli interventi tecnici necessari a ripristinare le apparecchiature che consentono il collegamento audio-video tra l’Istituto religioso e l’Azienda Policlinico. E potrà inoltre fornire, secondo modalità che saranno successivamente concordate tra le parti, un supporto psicologico alle madri in difficoltà che lo richiedano espressamente. L’Azienda Policlinico si impegna a garantire il monitoraggio 24 ore su 24 in favore dei neonati eventualmente accolti alla “culla della vita” dell’Istituto religioso. E lo fa attraverso il personale in servizio all’Unità di terapia intensiva neonatale guidata da Mario Giuffrè (Utin), che da parte del dipartimento assistenziale materno-infantile del Policlinico diretta da Giovanni Corsello. Il Policlinico si impegna a garantire anche, attraverso il Servizio trasporto emergenza neonatale (Sten),  il trasporto di emergenza del neonato eventualmente rinvenuto dall’Istituto religioso all’Utin o un’altra struttura sanitaria disponibile. 

Il Movimento per la Vita di Palermo, tramite la compartecipazione della FederVita Sicilia, si assume gli oneri relativi al collegamento, necessario alla videosorveglianza in remoto della culla da parte dell’Azienda. E si impegna a garantire attraverso il numero verde SOS VITA 800.813000, attivo 24 ore su 24 ore, un servizio di supporto sociale alle madri in difficoltà per una gravidanza indesiderata anche al fine di evitare la configurazione del reato di abbandono. Per legge (l’articolo 30 del Dpr 396/2000) la dichiarazione di nascita è resa da uno dei genitori, da un procuratore speciale, ovvero dal medico o dalla ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando l'eventuale volontà della madre di non essere nominata.