Una nuova teoria sull'affondamento del Titanic. Secondo il giornalista Senan Molony, che spiega tutto in un documentario dell'emittente britannica "Channel 4", la causa principale sarebbe stato un incendio all'interno dello scafo, di cui i costruttori erano a conoscenza, e non tanto l'iceberg contro il quale andò a cozzare nell'oceano Atlantico.

Dall'analisi di alcune fotografie sono emersi infatti i segni di fiamme che lente ma inesorabili si erano sviluppate vicino alle caldaie del transatlantico quando ancora si trovava nel porto di Belfast, dove venne costruito. Si era cercato di spegnerle ma senza successo. Nonostante questo, il programma della costosa nave andò avanti e l'incendio continuò a indebolire per giorni lo scafo del Titanic fino a quando arrivò a urtare l'iceberg che lo squarciò causando il danno letale per la cosiddetta nave "inaffondabile", com'era stata definita.

Nel disastro sulla rotta da Southampton a New York morirono 1500 persone e i responsabili della compagnia costruttrice ordinarono agli ufficiali di bordo di non rivelare nulla di quell'incendio per evitare gravissime accuse. Nelle ricerche condotte da Molony è emersa anche la volontà di non mostrare i danni che l'imbarcazione già aveva in occasione del suo viaggio inaugurale. Per evitare che i passeggeri potessero sospettare qualcosa e notare i segni lungo il fianco, il Titanic venne attraccato al porto di Southampton sul lato integro lasciando così allo scuro chi saliva dei pericoli che poteva correre.

"L'inchiesta ufficiale sul Titanic ha definito l'affondamento come un atto di Dio. Questa non è la semplice storia di un iceberg e un affondamento ma è una tempesta perfetta di fattori straordinari accaduti insieme: il fuoco, il ghiaccio e una negligenza criminale", ha detto Molony. Anche se non ci fosse stata la collisione la nave prima di arrivare a New York avrebbe potuto subire delle "forti esplosioni" al suo interno.