test_medicinaI concorsi per l’ammissione al Corso di laurea in Medicina e Chirurgia dal 2000 al 2010, che si sono svolti nell’Ateneo di Messina, sono illegittimi.
 
Una sentenza che farà discutere sicuramente, ma segnerà anche una linea di demarcazione fra il prima e il dopo. L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato  ha emesso il verdetto definitivo e inoppugnabile relativo al ricorso dell’UDU patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
 
Il fulcro della questione ruota intorno alla garanzia dell’anonimato che la Commisione nei pubblici concorsi è tenuta a rispettare; garanzia che però, in questo caso, i 15 giudici del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale hanno ritenuto inesistente.
 
Si legge nella sentenza: “la Commissione ha fatto annotare sull’elenco alfabetico dei candidati, accanto al nome di ciascuno di essi, il codice alfanumerico CINECA riservato a lui attribuito, codice la cui funzione era appunto quella di consentire solo ex post l’abbinamento della scheda anagrafica con la prova corretta. Certamente, come afferma l’Amministrazione, questa condotta può essere stata ispirata dall’intento di precludere disfunzioni e scambio delle prove tra i candidati, ma ciò non toglie che in buona sostanza dopo la conclusione della procedura la Commissione si è trovata in possesso di un elenco alfabetico in cui al codice ( segreto) contrassegnante l’elaborato era inequivocabilmente associato al nome del candidato”.
 
La Commissione di valutazione aveva dunque modo di stabilire, con certezza, la paternità del test.
 
“Inoltre – continua la sentenza – alla fine della prova in controversia il ritiro delle buste e soprattutto il loro posizionamento nei vari contenitori sono avvenuti seguendo rigorosamente l’ordine alfabetico dei singoli candidati, con conseguente possibilità di rintracciare con sicurezza la scatola in cui era stata collocata la prova consegnata da ciascun candidato”.
 
Ne consegue che il comportamento della Commissione ha superato la soglia di criticità, mettendo a rischio nel senso anzidetto tutti gli accorgimenti predisposti a livello normativo generale e di settore al fine di assicurare l’anonimato nella fase di correzione”
 
La conclusione dunque è l’annullamento della graduatoria.
 
Claudia D'Amico