01Già dall’inizio della prossima settimana, in Sicilia sarà possibile vaccinarsi. Anche se il freddo tarda ad arrivare, è già infatti disponibile il piano vaccinazioni per la nuova stagione.

L’Assessorato regionale alla Sanità ha già messo a disposizione tutte le regole necessarie per l’esecuzione del piano vaccinazioni per la stagione 2014/2015. Si tratta di vaccini anti-influenzali e contro il batterio dello pneumococco. A sottoporcisi sono tutti i cittadini che lo desiderano, ma il vaccino è consigliato soprattutto ai cosiddetti soggetti a rischio: persone al di sopra dei 64 anni, donne in stato di gravidanza, ricoverati e adulti affetti da gravi malattie sistemiche, dell’apparato respiratorio ad esempio, ma anche a carico dell’apparato cardio-circolatorio, persone per cui la somministrazione è prevista in maniera gratuita, fino al 20 gennaio 2015.

Il vaccino «rappresenta attualmente lo strumento più efficace ed efficiente di prevenzione a disposizione della sanità pubblica per il controllo, l'eliminazione o addirittura l'eradicazione delle malattie infettive» come recita il sito della Regione. In pratica è il mezzo più facile e veloce per essere protetti (ma per proteggere soprattutto, i cosiddetti ‘soggetti fragili’) da patologie che potrebbero altrimenti causare serie complicazioni all’organismo, o patologie per le quali non esiste una terapia efficace.

Da quest’anno inoltre, i direttori generali delle aziende ospedaliere di Sicilia, dedicheranno una porzione dei vaccini forniti, a proteggere gli immigrati residenti nei centri di accoglienza. L’obiettivo a breve termine del vaccino, è quello di tenere sotto controllo il diffondersi di una malattia; a lungo termine, si può pensare che esso asserva alla diminuzione dell’incidenza della malattia stessa. Un vaccino può servire cioè ad evitare il vero e proprio contagio, dell’influenza in primis, ma anche di condizioni determinate dallo pneumococco, come la meningite.

Il mese di maggior incidenza per l’influenza, è atteso ogni anno tra dicembre e gennaio; eppure furono 13 milioni gli italiani costretti a letto già all’inizio di novembre dell’anno scorso, senza considerare i circa 2,5 milioni colpiti da virus parainfluenzali. Vaccinarsi è auspicabile, dicono gli esperti; l’anno scorso il ceppo A/H3N2 ha costretto a letto un cospicuo numero di statunitensi, di cui 10 casi su 100 mila definiti come letali.

Intanto, potreste sempre seguire l’andamento del virus su ‘Flu Trends’, una piattaforma multimediale fornita da Google, che ha l’obiettivo di mostrare i dati riferiti alle epidemie influenzali attive nel mondo; dati che sono anche scaricabili. Al momento, è l’emisfero australe a combattere con l’influenza, in particolare, tra Australia e Nuova Zelanda si sta affrontando uno dei momenti più intensi.

Autore | Enrica Bartalotta