Vi siete mai chiesti da dove derivi il sostantivo “vastaso”? Si tratta di una parola ben nota ai siciliani, che viene correntemente utilizzata in riferimento a qualcuno di rozzo o maleducato. Oggi vedremo insieme qual è l’origine di questo termine. Il vocabolario Treccani fornisce questa definizione:

“vastaso s. m. [voce sicil. (vastasu o vastasi), dal lat. mediev. vastasius o bastasius (v. bastagio)]. – Facchino. In senso fig. e con valore spreg., uomo molto rozzo e trascurato nel vestire e nei modi; screanzato, villano”.

Per comprenderne l’origine, bisogna andare indietro nel tempo, alla Palermo del 1700. La borghesia si faceva trasportare per la città dai “Vastasi”, che reggevano le portantine, chiamate anche “Sedie Volanti”, ma si affidava a loro anche per andare in giro sul loro dorso.

In tempi ancora più l’attività di bastàzein (cioè scaricare merci pesanti), si attribuiva ai lavoratori del porto, nel XII secolo ai facchini dei mercati popolari di Ballarò e della Vuccirìa, a chiunque conducesse lavori di fatica o, per stazza e corpulenza, potesse ricondursi a quei contesti.

Il termine “vastaso” ha origini greche e identifica “colui che porta”. Con questa stessa parola, ad esempio, si definiva anche la trave più grossa che reggeva il tetto e sulla quale scaricavano tutte le altre assi di legno che lo formavano.

Col tempo, questo sostantivo assunse un valore dispregiativo. I portantini, infatti, usavano un linguaggio e avevano dei modi non proprio eleganti: non erano avvezzi alle buone maniere, né alla pulizia o ai modi signorili. I vastasi, inoltre, erano spesso propensi alle liti, vivevano nei sobborghi e ai margini dei quartieri in cui sorgevano i palazzi nobiliari. Anche in catalano esiste il termine “bastaix”, che identifica storicamente gli appartenenti alla Confraternita dei lavoratori facchini del porto di Barcellona (cfr. il termine tardo latino “bastum”, a sua volta dal greco “bastazo”: peso, fardello).