Quando l’argomento sono le parole siciliane, non si finisce mai di imparare! Il vocabolario della lingua siciliana è molto vasto e include moltissimi termini purtroppo dimenticati, appartenenti a epoche lontane.

Alcune delle parole che vi suggeriamo oggi derivano da altre lingue e testimoniano le influenze che i tanti popoli che hanno vissuto in Sicilia, hanno avuto.

Vediamo insieme 20 parole siciliane che, molto probabilmente, non avete mai sentito dire. Qualora le conosceste, sarà un modo per ricordarsele e, magari, tornare a utilizzarle!

Parole siciliane che non hai mai sentito

  1. Ciddittu: (Sciddhrìttu) Rubinetto. Anche “cillitta”.
  2. Fastuchi: Pistacchi, dall’arabo.
  3. ‘Ngazzusatu: Fanatico.
  4. Bazzarijari: Rivendere
  5. Diserta: Dessert o pietanza di fine pasto
  6. Accamora o Accomora o Accomodora* (Accamòra): Adesso, per adesso, ora, in questo momento.
  7. Acqua d’aduri: Profumo.
  8. Proiri (Pròiri): Porgere.
  9. Racioppu: Piccolo grappolo, racimolo.
  10. Posparu o Pospiru (Pòsparu): Fiammifero.
  11. Scaniari: Impastare.
  12. Sburrichiari: Disseppellire, riesumare.
  13. Sartania: Padella.
  14. Rumaneddu (Rrumanèddhru): Spago.
  15. Ritimegnu: Pudore.
  16. Sdeciri (Sdèciri): Non essere decoroso.
  17. Sustu: Sensazione, presa di coscienza di non poter fare qualcosa al solo pensiero di doverla fare. Estrema riluttanza. Termine quasi intraducibile.
  18. Strapilatu (Sthrapilàtu): Sudato fradicio.
  19. Strabbuliari (Sthrabbuliàri): Straparlare, dire cose senza senso.
  20. Abbentu: Riposo, quiete o tregua.