Profumo di pane di casa siciliano: Vastedda Miciuffota.

  • In Sicilia il pane fatto in casa è più che un alimento: è una tradizione da custodire e mantenere viva.
  • Le ricette di pane siciliano sono davvero tante, così come le proposte quando si parla dei tipi di vastedda, cioè “pagnotta”.
  • Facciamo tappa a Mongiuffi Melia, per conoscere da vicino una vastedda molto antica.

Anticamente, la preparazione del pane in casa era un’attività ricorrente. Quando ancora non tutti avevano un forno, era un momento di condivisione, partecipato dall’intera comunità. Decennio dopo decennio, il pane di casa siciliano è diventato sempre più un prodotto “speciale”, nonostante nasca dalla più semplice delle tradizioni. In alcuni casi, sono state recuperate le antiche ricette, proteggendole dall’oblio. Nelle diverse province della Sicilia esistono ricette tipiche per la preparazione della “vastedda“, cioè della classica pagnotta. Un cibo genuino e sano, che si condiva e veniva portato con sé durante le giornate di lavoro nei campi o quando ci si doveva spostare. A Mongiuffi Melia, nel Messinese, ne esiste un particolarissimo tipo, chiamato Vastedda Miciuffota.

Al fine di proteggere questo prezioso prodotto, è nato un progetto ad esso dedicato. I “riscopritori” della ricetta sono Giuseppe Santoro (pluripremiato pizzaiolo di Giardini Naxos, presidente della Federazione Italiana Pizzaioli e vincitore lo scorso dicembre del trofeo nazionale “Il Magnifico”); lo chef Giovanni Cannavò (autore di diversi volumi sulla cucina siciliana); Marco Parisi (pizzaiolo di Mongiuffi Melia); Gianluca Sozubir (pizzaiolo e titolare di un locale a Giardini Naxos);  Carlo Bucceri (giovane di Taormina appassionato di antiche tradizioni culinarie).

Cosa è la Vastedda di Mongiuffi Melia

Volendo darne una definizione facile, si tratta di un pane fatto in casa e cotto nel forno a legna. Ha una forma rotonda e un buco al centro. Il peso va dai 400 ai 500 grammi mentre, per quanto riguarda l’altezza, non supera i 5-6 centimetri, per una circonferenza di circa 20 centimetri. Anche nelle montagne intorno a Mongiuffi si coltivava il grano: le quantità non erano grandi, ma bastavano per produrre il pane per un certo periodo dell’anno. La ricetta della Vastedda Micciufota richiama storia e usanze della Valle del Ghiodaro. Si infornava ogni volta che si faceva il pane. Dopo aver pulito il forno, vi si mettevano le vastedduzze e si lasciava una piccola fiamma davanti la bocca del forno. Si condivano con olio, sale, origano, pomodori secchi e un po’ di pecorino. I primi “esperimenti” di “vastedde miciuffote” sono stati condotti in un vecchio forno a legna messo a disposizione da Marco Parisi nelle campagne del paese, utilizzato anche per cuocere il pane. Se qualcuno volesse contribuire al progetto di recupero della Vastedda Miciuffota, può contattare il numero 379.1290176.

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