Un sequestro di beni per 3 milioni di euro a Pietro Centonze, 47 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Trapani. È ritenuto dalle autorità un soggetto socialmente pericoloso, in quanto vicino a Cosa Nostra, in particolare alla famiglia di Marsala. Il sequestro dei beni riguarda 19 immobili, 7 beni mobili registrati, 4 imprese, 14 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura

Centonze, infatti, nel 2002 era stato arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia "Progetto Peronospera", poi condannato con sentenza definitiva della Corte di Appello di Palermo nel 2005 a 2 anni e mezzo. Fu riconosciuto colpevole di favoreggiamento aggravato per aver favorito la latitanza dei boss mafiosi Amato.

L’uomo sarebbe coinvolto anche nell’omicidio dei due extracomunitari Alì Essid e Rafik El Mabrouk del 3 giugno 2015 a Marsala. Per questo delitto Pietro Centonze è stato tratto in arresto e condannato, insieme al cugino Domenico, a 20 anni.