Alle falde del Monte Baronia, nella zona del Belice, sorge Vita, un borgo siciliano ricco di storia. In antichità questa zona era infatti abitata dagli Elimi e, non lontano da qui, ci sono il sito archeologico di Segesta e quello di Selinunte.

Sul monte Baronia sono stati rinvenuti i “nivieri“, utilizzati in passato per raccogliere le nevi invernali e avere acqua potabile anche durante i periodi di siccità estivi.

La storia di Vita

Il nome del paese è legato alla figura di Vito Sicomo, ingegnoso personaggio al servizio del Conte di Modica, laureatosi Otruque Iure (giurisprudenza) all’Università di Salamanca. In seguito fu al servizio del Regno di Spagna, divenne Consigliere di Filippo III, poi Amministratore di Giustizia e Presidente del Concistorio della Sacra Coscienza Regia.

Dal conte suo primo mecenate, ottenne il Feudo di Cartipoli e terre confinanti. Investito a Barone di Vita il 15 settembre 1605, ebbe la licenza di popolare la terra di Vita, che egli stesso denominò, e di fondare un nuovo borgo l’11 marzo 1607.

Nel 1860 si combatté nelle vicinanze del paese (sul Colle di Pianto Romano), la famosa Battaglia di Calatafimi, alla quale alcuni vitesi parteciparono tra le file garibaldine e curarono i feriti presso la Chiesa di San Francesco, in centro paese. La vittoria dei Mille provocò, oltre un grande fervore di partecipazione e di attivismo in tutti i giovani della provincia, l’avanzamento verso lo scontro di Palermo.

Tante famiglie si trasferirono in Spagna a Borgo Vita, all’epoca degli Aragonesi, ricadente oggi nella provincia di Avila, facente parte della comunità autonoma di Castiglia e León.

Data cruciale della società vitese è quella della notte tra il 14 ed il 15 gennaio 1968. Sulla zona si abbatté un tremendo terremoto, che danneggiò molte case vecchie e ed alcune chiese, fra cui la chiesa madre, simbolo dell’identità della comunità.

Curiosità

Vita è celebre anche per la Festa della Madonna di Tagliavia. L’evento si tiene durante un altro imperdibile appuntamento, l’Infiorata del Pane, portando cosi a partecipare sia ad una manifestazione religiosa che folcloristica.

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